LE PROPOSTE DELLA CSE AL PARLAMENTO PER CAMBIARE LA MANOVRA!

Vendita delle frequenza radiotelevisive, lotta all’evasione fiscale, misure per la crescita, lotta agli sprechi per finanziare i contratti pubblici. Più equità e gradualità sulle pensioni.

Come abbiamo già detto più volte, per trovare i soldi che servono a rimettere a posto i conti pubblici non c’è da fare un grande sforzo di fantasia. Basta conoscere i problemi, non “fare il tifo” per una parte politica piuttosto che per l’altra, cercare i soldi dove ci sono (e possibilmente nelle tasche di chi non ha mai pagato) e colpire sprechi e privilegi.

Già prima del varo della manovra, la CSE aveva indicato una “road map” fiscale al governo Monti (vedi lettera inviata dalla CSE a Monti il 18 novembre scorso); adesso, vista la manovra e l’esigenza espressa dal governo di individuare puntualmente misure alternative e coperture economiche, abbiamo deciso di fare una proposta articolata e inviarla ai Gruppi Parlamentari affinché le misure alternative proposte possano essere presentate sotto forma di emendamenti, visto che sinora il nuovo governo ha avuto con le parti sociali solo fugaci incontri illustrativi delle proprie intenzioni.

Alcuni delle misure che la CSE propone sono ormai “storiche”, nel senso che le proponiamo da anni e ora le ritroviamo finalmente su tutti i giornali:

ASTA PER LE FREQUENZE RADIOTELEVISIVE

Un caso da manuale: sono quasi due anni che chiediamo di mettere all’asta almeno i 6 bouquet di frequenza che invece il governo Berlusconi ha gentilmente messo a “concorso di bellezza”. Il bando è stato varato ma non è ancora giunto al termine e quindi può essere ritirato, anche perché saremmo l’unico Paese a regalare le frequenze.

Solo i 6 bouquet già messi a bando regalo valgono all’incirca 4 miliardi di euro, se poi si decidesse di mettere all’asta tutte le frequenze (già concesse a prezzi irrisori) si potrebbero addirittura ricavare 16 miliardi di euro.

Comunque, già con i soli 4 miliardi di euro si potrebbero finanziare prestiti agevolati per le piccole e medie imprese che non riescono a finanziarsi a causa del “credit crunch”, quel fenomeno per cui le banche non fanno le banche e non prestano soldi a nessuno.

La CSE ne parla da due anni, il ministro Passera non può dire, che è una misura che bisogna ancora studiare.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

Scudo fiscale: se l’1,5 per cento di aliquota aggiuntiva per i capitali “scudati” può finanziare il recupero dell’inflazione per le pensioni fino a 936 euro, la nostra proposta è di aumentare questa aliquota al 4 per cento e coprire l’indicizzazione delle pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo cioè fino a 1.872 euro al mese.

Accordi Rubik: Germania e Inghilterra hanno già fatto accordi con la Svizzera per tassare i capitali illegalmente depositati nelle sue banche. Le convenzioni già stipulate hanno portato ad aliquote di tassazione tra il 20 e il 30% immediato e un’aliquota più bassa per gli anni seguenti. Ci sono 130 miliardi di euro italiani nelle banche svizzere, il conto è presto fatto: si possono incassare subito tra i 26 e i 39 miliardi di euro con i quali finanziare gradualità ed equità in una riforma delle pensioni che faccia salvi i diritti acquisiti e non faccia macelleria sociale.

Tracciabilità dei pagamenti, nuove banche dati e misure contro le frodi sull’IVA: gli accordi Rubik sono una misura che dà un grosso gettito “una tantum” e uno minore a regime.

Per questo bisogna aumentare di svariati punti percentuali la fedeltà fiscale degli italiani. La diminuzione della possibilità di pagamento in contanti a un massimo di 200 euro rende più tracciabili i pagamenti, mentre l’incremento delle banche dati e l’abbassamento da 15.000 a 5.000 euro della soglia di credito IVA utilizzabile per compensare altre imposte per la quale è necessario l’asseverazione di un professionista porterebbero ad un drastico abbassamento delle frodi sull’IVA e a un aumento della fedeltà fiscale.

Contrasto di interessi “compratore – fornitore di beni o servizi”: rendere conveniente per il compratore richiedere la ricevuta fiscale o la fattura prevedendo il riconoscimento di detrazioni fiscali sulle spese per servizi e famiglie.

Manette agli evasori: leggi penali più severe contro gli evasori fiscali con la riduzione delle soglie minime sotto le quali si evitano i processi.

NUOVE IMPOSTE

Patrimoniale: anche la CSE propone un piccolo aumento della tassazione da attuare però sui grandi patrimoni. Proponiamo una tassa con un’aliquota contenuta sui patrimoni che ammontano a oltre 1 milione di euro;

ICI e IRES sui beni vaticani: molti non sanno che oggi non si paga l’ICI sui beni del Vaticano destinati a uso non esclusivamente commerciale. Questo vuol dire che basta che un albergo a Roma sia associato ad un luogo di culto per non pagare ICI e metà dell’IRES. La Corte di Cassazione ha già bocciato questa norma perché contraria ai trattati europei ed è aperta presso la Commissione Europea una procedura di infrazione per aiuti di Stato contro l’Italia per la quale rischiamo di pagare una multa milionaria. La proposta della CSE è di ribaltare la norma attuale e di far pagare l’ICI (e l’IRES per intero) ai luoghi non esclusivamente di culto. Gettito previsto: 1,5 miliardi di euro con i quali finanziare esenzioni dall’ICI con inserendo una franchigia più alta e esenzioni per i bassi redditi).

MISURE DI CARATTERE PREVIDENZIALE

Indicizzazione dei trattamenti pensionistici al costo della vita: Ripristino, con i proventi delle maggiori entrate derivanti dall’aumento dell’aliquota aggiuntiva sui capitali “scudati” del sistema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici al costo della vita almeno fino a quattro volte il trattamento minimo.

Pensione di anzianità: equiparare il requisito contributivo richiesto per l’accesso al pensionamento a prescindere dall’età anagrafica a 40 anni dal 2012 sia per gli uomini che per le donne, eliminando la penalizzazione (2%) attualmente prevista per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni e l’aggancio al requisito contributivo (a prescindere dall’età anagrafica) all’aumento dell’aspettativa di vita.

Esenzioni: eliminazione del limite di 50.000 unità ai fini delle esenzioni dalle nuove disposizioni in materia di accesso al pensionamento per i lavoratori collocati in mobilità.

Lavori Usuranti: conservare la possibilità di anticipo fino a tre anni dei requisiti di accesso al pensionamento, prevedendo un aggiornamento della normativa sui lavori particolarmente faticosi e pesanti.

Aumento delle aliquote per i lavoratori autonomi: equiparazione delle aliquote contributive a quelle previste per i lavoratori dipendenti.

LOTTA AGLI SPRECHI E TAGLIO AI COSTI DELLA POLITICA

Dimezzamento del numero degli organi rappresentativi: ciò che proponiamo è il taglio del 50% di coloro che vivono di politica. Non solo i parlamentari ma i consiglieri e gli assessori regionali, comunali (quelli provinciali vanno sciolti subito) devono essere dimezzati di numero. E altrettanto bisogna fare per gli organismi di governo di tutti gli altri enti che dipendono dalla politica.

Abolizione dei vitalizi: non solo per i parlamentari ma anche per i consiglieri regionali.

Taglio del finanziamento pubblico ai partiti: deve essere immediato (cioè colpire anche i finanziamenti in corso) per una quota che vada dal 30 al 50 per cento; inoltre bisogna cambiare le regole, a iniziare da quella che prevede che anche se una legislatura termina il finanziamento continua per 5 anni;

Taglio alle spese per armamenti e lotta agli sprechi nella Pubblica Amministrazione: immediata ricontrattazione degli impegni di spesa per armamenti a iniziare dai 131 caccia F35 per un costo di 14 miliardi di euro. Taglio minimo di questa somma pari al 50%. I 7 miliardi di euro devono andare a sbloccare i rinnovi contrattuali del pubblico impiego i cui contratti sono fermi da due anni; inoltre proponiamo l’istituzione di una commissione congiunta governo-parti sociali per tagliare gli sprechi nella Pubblica Amministrazione e per varare misure di riordino della stessa (ci sono già proposte per il riordino della giustizia che farebbero risparmiare centinaia di milioni). I lavori della Commissione devono durare al massimo sei mesi e i risparmi relativi destinati, almeno in parte, a finanziare una riforma che faccia ripartire la pubblica amministrazione come volano dell’Economia di questo Paese e che applichi forme di meritocrazia reali, diverse da quelle finte e punitive varate dall’ex-Ministro Brunetta.

Siamo certi che all’Europa interessi che l’Italia rimetta i suoi conti a posto, farlo con equità spetta a governo e parlamento. Per questo abbiamo inviato le nostre proposte ai gruppi parlamentari di Camera e Senato; non ci si può nascondere dietro il governo tecnico ma indicare strade alternative e avere il coraggio di non andare a mettere le mani nelle solite tasche.

È giunto il momento che lavoratori dipendenti e pensionati giudichino l’operato della politica e si pongano come forza di cambiamento, dicendo chiaro ai partiti politici che chi decide di non cambiare rotta non avrà il nostro voto!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *