UN NUOVO MINISTRO PER LA P.A. IN ATTESA DEI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO, LE PREOCCUPAZIONI DI FLP

UN NUOVO MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, MA È SULLE PROSSIME MISURE GOVERNATIVE CHE GIUDICHEREMO L’OPERATO DEL GOVERNO

Filippo Patroni Griffi

L’annuncio di un intervento sulle pensioni e la volontà di non “perdere tempo” a incontrare le parti sociali ci preoccupa molto. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Nei giorni scorsi, oltre a nominare i sottosegretari, il governo Monti si è dotato di un nuovo Ministro per la Pubblica Amministrazione. Pare sia stato lo stesso Presidente della Repubblica a chiederlo con insistenza e sicuramente la nomina di un Ministro che si occupi di un settore vitale per il paese ma tanto bistrattato dal precedente governo è un buon segnale.

Un po’ meno buono è il segnale che ci arriva dalla persona scelta a ricoprire questo ruolo che però, come è nostra abitudine giudicheremo solo dagli atti che deciderà di adottare.

Il nuovo ministro, infatti, è Filippo Patroni Griffi. Napoletano, Consigliere di Stato, ha svolto vari incarichi istituzionali sia con governi di centro-destra che di centrosinistra.

Gli ultimi incarichi sono: capo di gabinetto del Ministro Brunetta e componente della CIVIT, la Commissione per la valutazione, l’indipendenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, ovvero l’organismo principale nell’architettura dell’assurdo sistema di valutazione voluto dal ministro Brunetta.

Insomma, un “grand commis” buono per tutte le stagioni e al servizio dello Stato in un momento in cui ci vorrebbe un segnale di discontinuità, progettualità e indipendenza dal potere politico per rilanciare un settore deriso, insultato quotidianamente e oggetto di continui tagli da parte di Brunetta e Tremonti.

Comunque, al di là della nomina del singolo ministro, quello che ci preoccupa  sono le voci che si rincorrono circa le prossime (e ormai imminenti) misure governative.

Nei giorni scorsi abbiamo inviato al Presidente del Consiglio una “road map” fiscale divisa tra misure di lotta all’evasione fiscale, per il recupero immediato di 50 miliardi, e provvedimenti per la crescita del Paese.

Dopo le rassicuranti dichiarazioni del Senatore Monti sulla propria volontà di far pagare chi non ha mai pagato però, ora è praticamente certo che vi sarà un intervento, l’ennesimo, sulle pensioni di anzianità e sull’età pensionabile. Inoltre, abbiamo iniziato a sentire di nuovo parlare di “sacrifici tra generazioni” e di sacrifici da dividere tra tutti.

In un Paese che ha circa 120 miliardi l’anno di evasione fiscale e un’economia sommersa che drena dal bilancio dello Stato risorse per circa altri 300-400 miliardi tra evasione contributiva e mancato pagamento di altri oneri sociali, sarebbero insopportabili sacrifici generazionali che si mantengono all’interno delle stesse famiglie, quelle a reddito fisso. Così come non potrebbe esserci niente di più iniquo che dividere i sacrifici tra coloro che hanno tantissimo e non hanno mai pagato e coloro che a malapena arrivano a fine mese e che hanno sopportato sin qui tutto il peso della crisi.

La stessa reintroduzione dell’ICI sulla prima casa sarebbe iniqua qualora non ci fossero detrazioni talmente consistenti da escludere dalla tassazione tutti i contribuenti a reddito fisso che hanno solo la casa di proprietà.

L’equità che immagina la FLP è basata sul recupero dei soldi di evasione fiscale e contributiva, sulla lotta agli sprechi, il taglio dei costi della politica a partire da subito (non dalla prossima legislatura) e a tutti i livelli (non solo i Parlamentari ma la riduzione secca del numero di persone che in questo Paese vivono di politica) e di misure che chiedono a chi non ha mai pagato di contribuire finalmente alle spese dello Stato.

Intervenire sulle pensioni non è la soluzione quando ci sono da recuperare 400 miliardi almeno che oggi sfuggono completamente a qualunque tassazione, quando ci sono troppe persone che vivono di politica con stipendi assurdi e benefit da sultani, quando i redditi da lavoro pagano imposte tre o quattro volte maggiori rispetto alla rendita finanziaria. Oggi l’Italia è un vero e proprio “paradiso fiscale” per le rendite finanziarie. Bisogna invertire la tendenza e smetterla di penalizzare chi lavora e chi produce.

Altro che intervenire sulle pensioni!!!!!

L’altra cosa che ci preoccupa sono le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che ha affermato di non poter parlare con le parti sociali prima della presentazione delle prime misure economiche, che verranno presentate venerdì prossimo, perché non c’è tempo. Non sappiamo se cambierà idea e deciderà di incontrarci durante questo week-end ma l’idea che incontrare le parti sociali sia una perdita di tempo è preoccupante. Non vorremmo che si passasse da un governo che faceva incontri segreti solo con una parte del sindacato (CISL e UIL soprattutto) a uno che addirittura non incontra i sindacati ma si limita a illustrare le proprie proposte ai partiti in incontri nei sotterranei.

La democrazia non è un concetto astratto, bisogna praticarla sempre. Solo così ci sarà la possibilità di avere un Paese finalmente pacificato e unito per superare la crisi.

Le nostre considerazioni, ovviamente, non tolgono nulla al fatto che, come sempre, non abbiamo pregiudizi e che esamineremo attentamente le proposte del governo prima di esprimere le nostre valutazioni.

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