UN VOTO PER CAMBIARE DAVVERO!

Notiziario FLP Difesa n. 35 del 03.03.2012 – 

Cara collega, caro collega,

come dipendenti civili, viviamo da tempo una condizione di disagio, che rappresenta la triste eredità di un lungo e interminabile processo di ristrutturazione avviato a metà degli anni novanta dal Ministro Andreatta e dal prof. Zaragoza con il consenso di CGIL-CISL-UIL, e i cui guasti sono tuttora sotto i nostri occhi: in “area industriale”, una situazione di estrema sofferenza produttiva di quasi tutti gli Enti (Arsenali, Poli, Enti AID) e, in alcuni casi, di una caduta verticale delle lavorazioni; in “area operativa” e “centrale”,  centinaia gli Enti soppressi o riorganizzati in chiave riduttiva con migliaia di lavoratori reimpiegati; infine, significative riduzioni nelle attività di lavoro di molti Enti, anche in relazione alle massicce esternalizzazioni che hanno costituito una delle scelte portanti  del modello di ristrutturazione adottato, e che ora si comincia finalmente a mettere in discussione.

Un complesso di problemi gravi ed irrisolti, dunque, ai quali si sono aggiunte le tristi eredità delle scelte politiche di questi ultimi anni: in primo luogo, il tiro al bersaglio a cui siamo stati sottoposti come lavoratori pubblici (blocco dei contratti; pesante contrazione dei fondi di produttività; blocco delle retribuzioni fino a tutto il 2014; penalizzazioni sui trattamenti di fine rapporto e previdenziali; una miriade di norme penalizzanti; tagli di migliaia di posizioni nelle dotazioni organiche, e l’elenco potrebbe continuare ancora); in secondo luogo, le tristi ricadute della c.d. “riforma Brunetta” che hanno ridotto ai minimi termini le relazioni sindacali, posto in capo al Dirigente un potere smisurato e in alcuni casi mal gestito, e introdotto quell’autentico capolavoro che è stato il “sistema premiale”, che nella Difesa si è concretizzato nella Direttiva ministeriale del 23.12.2010 sulla performance individuale, oggi opportunamente sospesa e differita sine die anche per il decisivo contributo arrecato dal nostro ricorso al TAR; infine, i ripetuti tagli lineari di Tremonti, che hanno prodotto lo spolpamento della nostra Amministrazione che ha subito un taglio del 30% delle risorse finanziarie disponibili, mettendo in ginocchio i nostri Enti che faticano oggi a far fronte alle più elementari esigenze. E, in questo quadro di situazione certo poco edificante, si innnestano le scelte della nostra Amministrazione che ha lasciato irrisolti molti problemi (1^area, per es.) e che si appresta ora a nuove e pesanti sforbiciate e a tagliare nei prossimi anni ben 10mila posti di lavoro.

Rispetto a questo stato di cose, va detto che un contributo importante lo hanno certamente fornito CGIL, CISL e UIL nazionali della Difesa che, invece di mettersi alla testa del movimento sindacale e di diventare protagonisti di una forte e unitaria azione sindacale di contrasto, hanno preferito rifugiarsi in questi anni sui tavoli separati, richiesta riproposta solo qualche settimane fa al nuovo vertice politico del Ministero e proprio nei giorni in cui i media erano pieni di notizie  sugli intenzioni del Governo di operare una forte riduzione del sistema Difesa e di tagliare migliaia di posti di lavoro. Una scelta suicida, che indebolisce l’azione sindacale complessiva e la polverizza in più rivoli, e fa comprendere come, per CGIL-CISL-UIL, la controparte non sia l’Amministrazione ma le altre sigle sindacali, in primo luogo FLP DIFESA, che rappresenta di gran lunga l’ O.S. autonoma più consistente, che deve essere isolata anche per quel suo pericolosissimo vizietto di informare i lavoratori su tutto quello che succede nella Difesa.

Di fronte a questo quadro di situazione e ai prevedibili e preoccupanti scenari futuri, occorre invertire decisamente la marcia e imboccare strade diverse, e per le cui prospettive il risultato che uscirà dalle urne l’8 marzo p.v. non sarà certo indifferente.

Un risultato elettorale che dovesse premiare ancora una volta CGIL-CISL-UIL produrrebbe una sicura continuità di scelte anche per gli anni a venire, per come peraltro è accaduto in questi anni,  al di là dei Ministri di diverso colore politico che si sono succeduti in via XX Settembre.

Viceversa, un risultato elettorale che dovesse premiare le liste FILP verrebbe letto come un atto di sfiducia palese e di forte presa di distanza nei confronti di  quelle scelte,  e costituirebbe pertanto  il  miglior viatico per cambiare strada e per raggiungere gli obiettivi che i lavoratori civili della Difesa sollecitano.

Cara collega e caro collega, ti chiediamo pertanto di andare a votare,  e di votare la lista FILP per dare forza e gambe alle richieste che facciamo da tempo: un deciso cambiamento di rotta verso un diverso modello di ristrutturazione che rivitalizzi l’esistente, riduca al minimo le esternalizzazioni, recuperi occasioni di lavoro e investa nella valorizzazione  delle   professionalità civili; che affronti e risolva i problemi che ci trasciniamo da tempo, come le eccedenze di area 1^ e le inaccettabili disparità di trattamento rispetto al personale militare, indennità di campagna in primo luogo; che garantisca impegni chiari e risorse adeguate per nuove assunzioni, per la formazione, per la messa in sicurezza delle infrastrutture e per la prevenzione dei rischi sui posti di lavoro.

Cara/o collega, siamo certi  che questa volta il tuo voto sarà decisivo per aprire una fase nuova e diversa fase, per dare più forza, un ruolo decisamente maggiore e prospettive più positive per il personale civile della Difesa,  che è stato ingiustamente penalizzato nel corso di tutti questi anni.

Un voto alla lista FILP è un voto che serve a garantire questa nuova e diversa direzione di marcia; un voto alla lista FILP è un voto che pesa davvero, per cambiare questo insopportabile stato di cose che ci trasciniamo oramai da tanti anni!

Cordialissimi saluti a tutti e….. buon voto!!!

(Giancarlo Pittelli)

 

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