IL NO DELLA CONFEDERAZIONE CSE AD UN TAVOLO… A PERDERE!

Notiziario FLP Difesa n. 50 del 02.04.2012 –

Il giuramento del Ministro Patroni Griffi

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 7 del 30.03.2012  con il quale la nostra Confederazione dà conto dell’incontro avvenuto il 29 u.s. tra le Confederazioni rappresentative del settore pubblico e il Dipartimento della Funzione Pubblica.

Man mano che entra nel vivo il confronto sui contenuti del nuovo protocollo d’intesa proposto nei giorni scorsi dal Ministro della Funzione Pubblica alle OO.SS., assume purtroppo maggiore contezza la nostra sensazione iniziale. Che è negativa, basata sul fatto che ogni giorno di più, riunione dopo riunione, prende corpo l’ipotesi di una proposta governativa mirata principalmente a recepire nel settore pubblico i contenuti del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro (con annessi e connessi), a gestire la mobilità derivante dai processi di destrutturazione della pubblica amministrazione, inserendo il tutto in una cornice quale quella di un protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali che però con le proposte a tutt’oggi formulate appare tutto al più un contentino privo com’è di proposte e modifiche aventi reale efficacia e valenza.

A conferma di quanto affermiamo,  nella riunione di ieri 29 marzo 2012  i rappresentanti del Dipartimento hanno consegnato alle OO.SS. una bozza di protocollo fumosa, caratterizzata su alcuni aspetti da mere dichiarazioni d’intento, su altri da affermazioni vaghe ed omissioni. Da un lato infatti, nel documento si riconosce che le retribuzioni dei lavoratori pubblici sono state bloccate e il potere d’acquisto fortemente colpito, dall’altro però si glissa sulle questioni dello sblocco del contratti, ipotizzando al massimo un’operazione di manutenzione della contrattazione integrativa mediante l’utilizzo delle scarsissime – e tutte da reperire – risorse che dovrebbero derivare dal cosiddetto meccanismo dello “spending review”. Nessuna seria modifica è prevista rispetto alle norme punitive delle leggi Brunetta sia con riferimento al sistema di erogazione del salario aziendale che rispetto al sistema di relazioni sindacale ed alle materie di contrattazione. Un documento talmente insoddisfacente che ha registrato, pur con tutte le cautele del caso, una serie di “precisazioni”, per non dire altro, da parte dei rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali che pure siedono al tavolo delle “controparti”.

Per la CSE, se veramente si intende riprendere un percorso virtuoso di rilancio della pubblica amministrazione e sul ruolo del personale, è necessario abrogare le norme punitive del D.L.vo 150, ridare slancio e preminenza alla contrattazione come strumento per governare i processi di riforma, garantire nel rispetto della carta costituzionale eguali diritti e doveri a tutto il mondo del lavoroE inoltre bisogna:

sbloccare i contratti per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori pubblici, ridando fiato all’economia con la ripresa dei consumi, oggi fortemente compressi;

– ridare autonomia ai diversi soggetti contrattuali mediante il rilancio e il potenziamento della contrattazione integrativa di ente e territoriale.

Sull’altro aspetto, al momento per il Governo assolutamente preminente, quello per intenderci del recepimento nel settore pubblico delle norme inserite nel DDL di riforma del mercato del lavoro, la Funzione Pubblica si è limitata ad una presentazione “orale” delle materie che dovrebbero essere al centro del riordino, rimandando a lunedì 2 aprile l’invio della bozza di lavoro.

Su questo argomento la nostra posizione come CSE è chiara ed è stata già ufficializzata con il comunicato n. 6 del 27 marzo u.s.

In un paese come il nostro, che ha i più bassi livelli di tutela contro i licenziamenti, sarebbe il caso di aumentarle le tutele, altro che ridurle o piuttosto toglierle. Pensare di monetizzare il licenziamento, nel pubblico come nel privato, è sbagliato, rende sempre più squilibrato il rapporto tra lavoratore dipendente e impresa, mette in discussione il futuro e le condizioni di vita di chi perde il lavoro.

Gli altri aspetti del DDL sul mercato del lavoro, quelli per intenderci sul superamento della precarizzazione e della flessibilità mascherata, per stessa ammissione dei rappresentanti della Funzione Pubblica, dovrebbero essere nel pubblico affievoliti o addirittura non ricompresi, perché in questo settore vige la norma di accesso mediante pubblico concorso e quindi il divieto di stabilizzazione… Il recepimento quindi dovrebbe operare su alcuni aspetti e non certamente su quelli migliori.

Ancora una volta sui lavoratori pubblici dovrebbe gravare il peggio della normativa del pubblico e il peggio di quella del privato! Come si vede la situazione è tutt’altro che rosea e desta forte preoccupazione l’ottimismo delle solite OO.SS. (in primo luogo CISL, UIL e CONFSAL) che nei loro interventi e nei comunicati diffusi hanno di fatto sostanzialmente condiviso l’impianto. Evidentemente dopo i guasti prodotti con il consenso alle leggi Brunetta e al pastrocchio denominato “accordo” del 4 febbraio 2011, nonostante la batosta ricevuta alle elezioni RSU 2012, non hanno perso nè il pelo e nè il vizio.

Abbiamo comunque la consapevolezza che nei prossimi giorni sulla base dell’evolversi degli avvenimenti, dovremo essere pronti, con tutte le nostre strutture e a ogni livello, ad adottare, con le modalità e le forme che saranno decise, tutte le iniziative di mobilitazione e di lotta per contrastare tali scelte, sbagliate e punitive nei confronti di tutto il mondo del lavoro.

Alleghiamo la bozza del protocollo d’intesa distribuita dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Bozza protocollo consegnata dalla F.P.

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