LICENZIAMENTI “ECONOMICI” NELLA P.A.? NO, GRAZIE! I LAVORATORI PUBBLICI HANNO GIA’ DATO!

Notiziario FLP Difesa n. 58 del 24.04.2012 –

Filippo Patroni Griffi, Ministro della P.A.

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE del 23.04.2012 con il quale la Confederazione prende posizione in merito ad alcune dichiarazione del Ministro della F.P.

Mentre il “virtuoso” governo tedesco accorda ai dipendenti pubblici il 6,3 per cento di aumento nei prossimi due anni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione Patroni Griffi, in un’intervista all’Avvenire, dichiara che entro l’estate vi saranno licenziamenti “economici” di dipendenti pubblici italiani, per ridurre la spesa pubblica, salvo fare una parziale (molto parziale) marcia indietro il giorno successivo.

Siamo forse ricaduti nella caccia indiscriminata al dipendente pubblico alla quale abbiamo assistito negli ultimi quattro anni da parte del ministro Brunetta?? O è solo il bisogno di dire qualcosa che sia gradito alla pancia degli italiani, ormai stanchi dell’incapacità di questo governo di lottare contro la spesa improduttiva per effetto dei veti politici?

In attesa di avere una risposta ufficiale al tavolo di trattativa aperto in Funzione Pubblica dal Ministro stesso, proviamo a mettere in fila un po’ di dati:

  • le ultime statistiche Eurostat indicano che la spesa per i dipendenti pubblici in Italia è inferiore a quella degli altri paesi europei e i lavoratori del pubblico impiego in Italia guadagnano in media poco più di 23.000 euro lordi annui contro il doppio di paesi come Germania, Olanda e Belgio, i quasi 40.000 euro dei francesi e i 30.000 euro lordi annui dei…..greci (si, avete letto bene, i greci);
  • negli ultimi tre anni in Italia sono stati bloccati gli stipendi dei lavoratori pubblici con una riduzione del salario reale che si aggira intorno al 10 per cento;
  • nel 2011, per la prima volta, la spesa per stipendi in Italia è calata anche in termini nominali, cioè non solo guadagniamo meno in termini reali ma i nostri stipendi si abbassano per il taglio del salario accessorio e la mancata sostituzione dei pensionati, anche in settori delicati come quello dei servizi alla persona, giustizia e fisco.

Ma allora di cosa parla il Ministro Patroni Griffi?? Perché se vuole diminuire la spesa pubblica non abolisce le province, non taglia i costi della politica, non approva una seria legge anticorruzione, che ci porta via 60 miliardi di euro ogni anno?? Se i partiti che sostengono questo governo non glielo lasciano fare è possibile che debbano farne le spese sempre i dipendenti pubblici, capri espiatori di una politica che non funziona?

E perché non presenta un piano industriale serio per la pubblica amministrazione, visto che questa non ha certo bisogno di tagli ma di revisione profonda delle missioni, della rimotivazione del personale e anche di una riforma vera che non sia a costo zero?

Se  le aziende  non  investono  in Italia  è  perché  la  giustizia  non funziona anche a causa della carenza di personale; se ci sono 120 miliardi di euro di evasione fiscale è anche perché il personale del fisco si è ridotto del 15% per cento negli ultimi anni; e quanti introiti potrebbero arrivare dal turismo se ci fossero investimenti pubblici seri nel campo dei beni culturali?? Per non parlare degli sprechi delle società partecipate dagli enti territoriali o del peggioramento dei servizi sociali e alla persona, oggetto di continui tagli che penalizzano le fasce più deboli della popolazione.

Di questo dovrebbe occuparsi un ministro della Pubblica Amministrazione anziché invocare licenziamenti per motivi “economici”, e provvederemo a ricordarglielo, con proposte concrete, non appena tornerà a riunirsi il tavolo di trattativa aperto in Funzione Pubblica.

Eppure i soldi ci sarebbero anche a prescindere dagli sprechi: è notizia di questi giorni il prossimo via libera dell’Europa agli accordi Rubik. Cosa sono?? Sono gli accordi che da almeno due anni la Svizzera propone a tutti i paesi europei per la tassazione dei capitali anonimamente esportati e che prevedono la tassazione alla fonte da parte della nazione elvetica in cambio del mantenimento dell’anonimato. Gran Bretagna e Germania hanno già chiuso accordi di questo genere applicando aliquote che vanno dal 19 al 30 per cento e stanno già incassando miliardi di euro. L’Italia invece no, chissà perché. La scusa sinora è stata che non piacciono all’Europa ma come era facile prevedere, se sono stati stipulati dalla Germania prima o poi l’Europa avrebbe dato il via libera.

La CSE sta chiedendo da tempo di concludere un accordo bilaterale che dovrebbe portare, a seconda dell’aliquota che si potrebbe applicare, dai 40 ai 100 miliardi di euro nelle casse dello Stato (dai dati delle banche svizzere ci sarebbero dai 150 ai 400 miliardi di euro italiani depositati anonimamente), oltre a un flusso costante di denaro derivante dalla tassazione delle rendite che questi fondi producono.

Cosa sta aspettando ancora il nostro governo a prendere questi soldi e investirli nella crescita di un paese in completa stagnazione anziché parlare di licenziamenti di lavoratori pubblici??

LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Si prega di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Intervista Patroni Griffi

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