Spending review nella Difesa: tagli pesantissimi di personale e risorse

Notiziario n. 119 del 7 settembre 2012 –

Nel Supplemento ordinario n.  173/L della Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14.08.2012,  è stata pubblicata la legge 7 agosto 2012, n. 135 di conversione del Decreto Legge (DL) 6.07.2012, n. 95 sulla c.d.  “spending review” (il testo coordinato è contenuto nel “Quaderno FLP DIFESA n. 5/2012” pubblicato sul nostro sito web). Il provvedimento tocca direttamente le AA.CC. e in particolare il loro personale,  e sui suoi contenuti la nostra O.S. ha espresso in più sedi il proprio pesantissimo giudizio critico, che qui riconfermiamo in toto.

In  questi giorni, stiamo ricevendo molte e  preoccupate richieste di chiarimenti e di informazioni in merito alla questione relativa agli esuberi connessi al nuovo taglio degli organici, e per questo abbiamo pensato di redigere questo Notiziario per illustrare i contenuti dell’oramai  tristemente famoso art. 2.

Il comma 1 dell’ art.2 L.135 prevede una nuova riduzione del 20% degli Uffici dirigenziali di livello generale (salterà un’altra D.G.?)  e non generale (quali Uffici saranno soppressi?) e il comma 2 un nuovo taglio del 10% della spesa rispetto alle dotazioni organiche ridefinite in attuazione della Legge 148/2011, il cui provvedimento attuativo è stato approvato  dal Consiglio dei Ministri il 3 agosto u.s. ed è in attesa di pubblicazione in G.U.  Siamo dunque in presenza del quarto taglio lineare degli organici, dopo quelli già intervenuti con le leggi 133/2008, 25/2009 e 148/2011 e che hanno già prodotto la perdita secca di 11.800 posti civili di lavoro. E questa quarta riduzione avrà questa volta effetti pesantissimi, leggasi posizioni in soprannumero, che dovranno essere formalizzate e poi gestite con le procedure ex art. 33 D.Lgs. 165/2001 riscritto dall’art. 16 della L.183/2011, l’ultimo regalo di Brunetta.

I commi dal 3 in avanti dell’art. 2  tracciano il percorso operativo di questo nuovo taglio:

entro il 31 ott. p.v., dovrà essere adottato il DPCM (Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri) sui nuovi organici, con riduzioni anche selettive e compensate da maggiori tagli di altre Amministrazioni in assenza del quale interverrà il blocco delle “assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”  (fino all’emanazione del DPCM, gli organici sono rideterminati sulla base delle presenze al 6.07.2012);

entro i sei mesi successivi al DPCM,  l’Amministrazione dovrà adottare il nuovo regolamento di organizzazione, che entro il 2012 potrà essere recepito con DPCM e non con provvedimento legislativo;

le posizioni in soprannumero risultanti dal rapporto tra nuovi organici e presenze effettive, dovranno essere gestite con le “seguenti procedure e misure in ordine prioritario” (comma 11):

  • in primo luogo, individuazione dei lavoratori che  “risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi  i quali, ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico”  in base alle disciplina ante riforma Fornero (D.L.201/2011) “avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro il 31.12.2014”.  Per coloro che maturano i 40 anni di servizio, si applica art. 72, c. 11, del DL 112/2008 “senza necessità di motivazione”.  L’Amministrazione dovrà predisporre entro il 31 dic. p.v. la previsione delle cessazioni dal servizio decorrenti entro il 2014 per “verificare i tempi di riassorbimento delle posizioni soprannumerarie” e dovrà “individuare i soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1 gen. 2013, al netto dei collocamenti a riposo” .
  • per le posizioni in soprannumero non riassorbibili, l’Amministrazione dovrà avviare la “procedura di mobilità guidata”,  anche  verso altri comparti, che sarà disposta con DPCM previo esame con le OO.SS. da concludersi entro 30 gg., e tramite apposite tabelle di equiparazione (i trasferiti  mantengono il trattamento economico in godimento, anche attraverso un “assegno ad personam”);
  • per le posizioni residue, partendo da quelle con maggiore anzianità contributiva, verranno esaminati con le OO.SS. “criteri e tempi di utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale”, a compensazione.

Il  personale  che  risulterà non riassorbibile  a conclusione di tutti i percorsi di cui sopra verrà  “collocato in disponibilità”  (la cassa integrazione degli statali) non oltre la data del 30 giu.2013, e rimarrà a casa per 24 mesi con stipendio  ridotto all’80 % (ma con retribuzione effettiva ridotta a circa il 60/65 % di quella attualmente in godimento, tenuto conto che I.d.A. e FUA/FUS non verrebbero più percepiti), periodo che potrà essere prorogato fino a 48 mesi per il personale che maturi i requisiti per la pensione entro tale periodo. La F.P. monitorerà l’andamento e pubblicherà sul proprio sito i posti vacanti, aggiornandone progressivamente i dati, e le Amministrazioni, nei limiti delle loro disponibilità in organico,  dovranno obbligatoriamente accogliere le domande del personale in disponibilità. In ogni caso, decorso tale periodo di 24 mesi, c’è il licenziamento definitivo e l’uscita dai ruoli dello Stato.

Ultimo aspetto, certamente non secondario: la gestione della procedura sotto il profilo delle relazioni sindacali (commi 17, 18 e 19).  In sintesi, è prevista  “la sola informazione ai Sindacati ” (e dunque non più la “consultazione”)  in caso di riorganizzazione degli Uffici,  ma “limitatamente alle misure riguardanti i rapporti di lavoro”, e, solo in presenza di esuberi o di processi di mobilità, “l’esame congiunto”  con le OO.SS., istituto nuovo questo. Dunque,  ci sono modifiche significative nelle relazioni sindacali previste dal CCNL 1998/2001,  e anche per questo la nostra CSE ha chiesto al Ministro Patroni Griffi nell’ultima riunione a Palazzo Vidoni del 4 u.s. l’avvio di un confronto negoziale con l’ ARAN per la definizione di un CCNQ (contratto collettivo nazionale quadro) sulle relazioni sindacali.

Questa la complessa procedura che riguarda la gestione delle posizioni soprannumerarie del personale non dirigente.  Prima questione, la più importante: ci saranno  posizioni soprannumerarie per noi civili della Difesa?  Sicuramente sì, tenuto conto che rispetto al quadro attuale (dotazioni organiche conseguenti alla L.148/2001 n. 30.283;  presenze  effettive n. 29.350 circa ad aprile 2012, oggi un po’ meno),  il nuovo taglio degli organici, presumibilmente quantificabile in 2800/3000 posizioni circa, determinerà sicuramente posizioni soprannumerarie, anch’esse presumibilmente quantificabili in circa 2500/3000, che poi sono i numeri che il Ministro ha dato nell’intervista al “Corriere della Sera” del 18 luglio u.s. (vds allegato al Notiziario n. 100 di pari data).

Seconda domanda: a quali aree verranno imputate le posizioni da sopprimere? Se si dovesse seguire lo schema adottato nelle riduzioni precedenti, è di tutta evidenza che le eccedenze toccherebbero in primis l’area 1^. Questo è uno dei nodi da sciogliere entro il 31 ottobre p.v.:  come verranno rimodulati gli organici civili della Difesa? Noi speriamo che, a differenza di quanto avvenuto per lo schema di DPR attuativo della L. 148/2011, e al di là della natura della relazione sindacale che il DM 95 addirittura modifica (da “consultazione” a “informazione”, come già detto),  l’A.D. operi un coinvolgimento preventivo ed effettivo delle OO.SS. ai fini delle non facili scelte da fare,  e dalle quali emergeranno le posizioni soprannumerarie.

Terza domanda, certo la più importante: sarà possibile riassorbire tutte o quasi le posizioni soprannumerarie utilizzando appieno le “procedure e misure” di cui al comma 11 che abbiamo descritto in precedenza,  evitando così la dichiarazione di “esubero” e la messa in cassa integrazione (“in disponibilità”) dei lavoratori ”non oltre il 30 giugno 2013”? Per rispondere a questa domanda, dovremo evidentemente attendere che l’Amministrazione completi le rilevazioni attraverso l’ incrocio dei dati anagrafici e di quelli relativi all’anzianità contributiva con successiva verifica presso INPS/INPDAP, che ci sono stati preannunciati nel corso dell’ultimo incontro del 31 luglio u.s. con il Sottosegretario Magri (si veda il nostro Notiziario n. 107 di pari data). Sappiamo che l’A.D. sta lavorando molto, e perciò vogliamo essere ottimisti: l’auspicio è che tutti i soprannumeri risultino alla fine riassorbibili.

Dalla L. 135 la Difesa è comunque toccata anche su altri fronti: innanzitutto la riduzione non inferiore al 10% (art.2, comma 3) del personale militare che comporterà prevedibilmente circa 6/7000 esuberi, che godranno comunque dell’ARQ – aspettativa riduzione quadri- con stipendio ridotto al 95%,  (escluso invece il personale del “comparto sicurezza”  – P.S., C.C., V.F.,  etc.-, al pari delle altre categorie di cui al c. 7).  Previste la riduzione dei finanziamenti 2012-2014 per A.I.D. e delle spese per le missioni all’estero.  Mantenuti invece, anche  in questo contesto di tagli,  gli impegni per i 90 aerei F-35 e, seppur  ridotti,  anche quelli per la c.d. “mini naia”, il grande carrozzone propagandistico voluto da La Russa. Mah!

(Giancarlo Pittelli)

allegato 1:  Quaderno n. 05-2012 – L. 7.08.12 n. 135 (conversione del D.L. 95 su spending review) – testo coordinato

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