Trasferimenti d’autorità del personale civile: le regole proposte dall’Amministrazione

Notiziario n. 137 del 17 ottobre 2012 –

Nella giornata di oggi, a Persociv, si è tenuta la terza riunione del tavolo tecnico sulla mobilità avviato con nota del Gabinetto del Ministro datata 31 luglio u.s., che ha avuto questa volta per oggetto l’esame della bozza predisposta dalla D.G. e relativa ai c.d. “trasferimenti funzionali”, e cioè ai trasferimenti d’autorità,  una fattispecie per noi totalmente nuova.  Va infatti ricordato a tal riguardo che nella nostra Amministrazione, sino ad ora,  i trasferimenti del personale civile sono avvenuti  o sulla base di istanza del lavoratore (“trasferimenti a domanda”)  o sulla base di un accordo sindacale (“piano di reimpiego”) in occasione di provvedimenti di soppressione/riorganizzazione dell’ Ente d’appartenenza.

Il trasferimento d’autorità, sinora non previsto se non per eccezionali motivi legati a incompatibilità ambientale,  è stato però introdotto dal Governo Berlusconi con l’art. 1, comma 29, del  D.L. 138/2011 poi convertito nella L. 148/2011.  La norma prevede che i criteri e gli ambiti applicativi siano definiti nella contrattazione collettiva di primo livello (ARaN),  ma prevede anche che, nelle more della disciplina contrattuale, ciascuna Amministrazione possa procedere a trasferimenti in ambito regionale sulla base di  criteri da essa unilateralmente fissati e dunque non contrattati,  oggetto solo di informazione preventiva alle OO.SS (si veda il nostro Notiziario n. 119 del 10.10.2011).  E’ di tutta evidenza che questa norma potrebbe  assicurare  all’Amministrazione una leva poderosissima,  da subito e soprattutto in previsione dello scenario in divenire (riduzione organici di Ente e riassetto in riduzione dello strumento militare).

Persociv  ha inviato alle OO.SS. una proposta di regolamentazione, che è già in possesso delle nostre strutture, e che alleghiamo ad ogni buon conto al presente Notiziario. In estrema sintesi: è prevista una procedura annuale avviata dalla pubblicazione sul sito di Persociv di un elenco, suddiviso per sede e area, comprendente le situazioni di esubero e di carenza; solo i lavoratori che si trovano in soprannumero possono presentare domande volontarie di trasferimento; successivamente, la D.G. forma le graduatorie per profilo e per sedi sulla base dei criteri individuati e dispone i relativi trasferimenti;  a seguire,  la D.G. effettua una nuova comparazione ed elabora le “graduatorie dei dipendenti in esubero” (non sarebbe meglio  parlare di “dipendenti in soprannumero” ?),  provvedendo in prima istanza a verificare la possibilità di una  riconversione professionale in loco in caso l’Ente d’impiego presenti carenze di altro profilo della stessa area;  in assenza di riconversione, la D.G. “dispone i trasferimenti funzionali” con “obbligo per i dipendenti così trasferiti di permanere almeno tre anni nell’Ente assegnato”.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha fatto innanzitutto presente la propria difficoltà a  discutere  di “trasferimenti funzionali”  prima che vengano definite regole condivise sui “trasferimenti a domanda”, in merito ai quali nell’incontro dell’11 set. u.s. (vds. Notiziario n. 119 di pari data) si sono registrate posizioni molto distanti tra le Parti, con riferimento in particolare al nodo relativo ai “pareri” dell’Organo Programmatore.  FLP DIFESA ha  quindi fatto presente di non comprendere la scelta della nostra Amministrazione di portare  sul tavolo questo argomento,  pur a fronte del via libera del Ministro della F.P.  al confronto con le OO.SS. sulla mobilità  e in mancanza allo stato dei nuovi organici di Ente rideterminati sulla base dei tagli imposti dalla L. 135/2012, operazione questa molto di là da venire e comunque indispensabile per determinare le condizioni di “carenze” ed “esuberi”; ha infine  evidenziato la pericolosità di formalizzare “graduatorie dei dipendenti in esubero”, che, in caso di incollocabilità in ambito Difesa, potrebbero configurarsi come  veri e propri “esuberi”  ex art. 16 della L.183/2011.

Ovviamente, la nostra O.S. non è assolutamente entrata nel merito dei criteri proposti dalla D.G.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La proposta dell’Amministrazione

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