Trattenuta del 2,5%: il Decreto del Governo blocca la restituzione ai lavoratori pubblici del maltolto

Notiziario n. 145 del 30 ottobre 2012 –

Facendo seguito a nostri precedenti Notiziari n. 134, n. 140 e n. 144 di ottobre 2012, vi informiamo che nella G.U. n. 254 del  30 .10.2012  è stato pubblicato l’allegato Decreto Legge 29.10.2012, n. 185 “recante disposizioni urgenti in materia di trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici”.

Trattasi del provvedimento d’urgenza adottato dal Consiglio dei Ministri il 26 u.s. a seguito della oramai famosa sentenza n. 223/2012 della Corte Costituzionale che ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale”  di diverse norme contenute nel Decreto Legge 31.05.2011, n. 78, poi convertito nella Legge 30.07.2010, n. 122,  e tra queste “l’articolo 12, comma 10, del d.l. n. 78 del 2010, nella parte in cui non esclude l’applicazione a carico del dipendente della rivalsa pari al 2,50% della base contributiva, prevista dall’art. 37, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032”.

Gli effetti del predetto pronunciamento della Suprema Corte sono apparsi subito evidenti: in primo luogo, la cancellazione immediata dalla busta paga  della trattenuta del 2,50% presente nei nostri prospetti paga come “opera di previdenza”  (2,50 % dell’80 % della base contributiva lorda);   dall’altra, la necessaria restituzione ai lavoratori del maltolto corrispondente alle trattenute illegittimamente operate fino ad oggi (22 mesi), un’operazione questa che è apparsa subito molto onerosa (qualcuno ha parlato di 3,8 miliardi di €)  e rispetto alla quale il Governo dei tecnici si è impegnato al massimo per trovare la più utile soluzione tecnica per fregare tecnicamente (ed economicamente) i lavoratori. E così,  dal cilindro del Governo è spuntato il Decreto legge n. 185 pubblicato oggi in G.U. e che entra in vigore da domani 31 ottobre 2012 accompagnato dall’applauso convinto e festante di tutti i lavoratori interessati.

Entrando nel merito, osserviamo che  il decreto legge in questione, “al fine di dare attuazione  alla sentenza della Corte Costituzionale n. 223 del 2012 e di salvaguardare gli obiettivi  di finanza pubblica” , dispone all’art. 1  l’abrogazione “a decorrere dal 1 gennaio 2011 dell’articolo 12, comma 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30 luglio 2010, n. 122”, e conseguentemente ripristina da quella data il vecchio T.F.S. (trattamento di fine servizio) che regolava fino a tutto il 2010 la c.d. “buonuscita” dei lavoratori pubblici. Una buona notizia, da questo punto di vista, atteso che il T.F.S. risulta economicamente più favorevole per i lavoratori e consente, al momento dell’uscita dal servizio, di percepire qualche soldino in più, cosa che non guasta mai. Ne consegue che, per tutti coloro che sono cessati dal servizio negli anni 2011 e 2012, dovrà essere operata la riliquidazione del trattamento che, in base a quanto disposto dallo stesso art. 1 , dovrà essere effettuata d’ufficio entro un anno dalla data di entrata in vigore del D.L. 185, e dunque entro il 30 ottobre 2013.

Ma l‘effetto più eclatante di questo art. 1, come già anticipato dalla FLP con  la nota pubblicata nel Notiziario n. 144, è che non ci verranno più restituite le somme indebitamente trattenute in questi 22 mesi  e questo appare davvero come un vero e proprio furto a danno dei lavoratori, in merito al quale, al di là di ogni giudizio etico che crediamo ci trovi tutti concordi, occorrerà, come ha già detto al nostra Federazione, fare una battaglia politica per ottenere modifiche in sede di conversione.

Ultima annotazione: il D.L. 185, art. 1 comma 3,  dispone che tutti i processi pendenti”, attivati in modo lungimirante dal alcune OO.SS. e a cui hanno partecipato sborsando dei bei soldini alcuni lavoratori,“si estinguono di diritto..” e le sentenze eventualmente emesse restano prive di effetti”.

Della serie:  al danno procurato dal Governo che non restituisce le somme dovute, si aggiunge la beffa per quei colleghi che hanno tirato dalla tasca altri soldi per iniziative giudiziarie francamente improvvide!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il testo del Decreto Legge 30.10.2012, n. 185

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