Il progetto di riforma Di Paola non intacca privilegi e sprechi. Per questo non è credibile

Notiziario n. 151 del 12 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola in visita alla Folgore

Il Ministro Di Paola ha scritto una nuova lettera al personale civile e militare della Difesa, che ad ogni buon conto troverete  pubblicata in questa pagina.  E’ la terza volta in ordine di tempo che lo fa, e il gesto appare ancora una volta per quello che è: un tentativo alquanto scoperto di “captatio benevolentiae” nei confronti dei lavoratori, che avevano a suo tempo riposto molte attese nel nuovo Ministro, profondo conoscitore delle cose di casa Difesa, ma che oggi, a distanza di quasi un anno dall’inizio del suo incarico, appaiono estremamente delusi del suo operato: ne fanno testo non solo i giudizi impietosi che arrivano quotidianamente dalle rappresentanze del personale, ma anche le contestazioni di cui il Ministro è stato oggetto in questi ultimi tempi, come quella plateale di Pisa durante il passaggio in rassegna di un reparto della Folgore. Il Presidente della Provincia di Livorno, presente alla manifestazione, ha detto di “essere rimasto molto sorpreso per la contestazione rivolta a un ministro proveniente dal mondo militare”.  La cosa, invece, non sorprende affatto il popolo della Difesa, che in questi mesi lo ha visto all’opera.

In questa lettera, come nelle precedenti due, il Ministro sembra animato da un’ intenzione positiva di trasparenza e di coinvolgimento del proprio personale in ordine alle diverse e complesse questioni sul tappeto,  prima fra tutte quella relativa alla riduzione dello strumento militare (disegno di legge delega – D.D.L.D. – A.S. 3271) che proprio qualche giorno fa ha avuto il via libera dal Senato.  Anche noi lo pensavamo all’inizio del suo mandato;  oggi però non lo pensiamo più,  avendo nel corso di questi mesi sperimentato che trasparenza e coinvolgimento sono due parole purtroppo poco frequenti nel vocabolario del Ministro Di Paola. Le vicende sindacali di questi mesi lo provano ampiamente:  tanto fumo (leggasi riunioni e fiumi di parole), ma molto poco arrosto,  come è testimoniato dal fatto che il nostro Ministro usa decidere senza tenere in nessun conto le proposte che vengono dalle Forze sociali (per es.: il DDLD di riforma dello strumento militare)  e in molti casi al netto di qualsiasi confronto preventivo (per es.: il recente riordino della sanità militare).

Tra le proposte che FLP DIFESA aveva fatto in merito alla riassetto della Difesa, c’era al primo posto la questione relativa al taglio di sprechi e privilegi, ancora presenti in abbondanza nella Difesa.  Sin da quando il progetto di riforma era ancora in costruzione, avevamo segnalato con forza il problema: nel nostro Notiziario n. 14 del 27.01.2012, che ripubblichiamo in questa pagina, avevamo suggerito al Ministro un ordine diverso di interventi: prima di pensare a tagli del personale, a esuberi e a ipotetiche mobilità verso altre PP.AA.. ….forse è meglio avviare l’operazione cominciando ad azzerare gli sprechi esistenti e a cancellare alcuni privilegi davvero fuori luogo e fuori tempo che, nel mentre mancano negli Enti le risorse per le cose più elementari (pulizie dei locali; acquisti materiali ufficio; sfalcio sterpaglie; etc.), vengono incredibilmente mantenuti suscitando la crescente e critica attenzione della pubblica opinione”,  concludendo  alla fine con questo invito: Sig. Ministro, prima di mandar via personale, cominci da qui l’operazione tagli… sarà più credibile!”.  Come sempre, il Ministro non ha tenuto alcun conto della nostra sollecitazione, ed è andato avanti con il suo progetto di riforma, non toccando sprechi e privilegi (in quel Notiziario ne avevamo segnalato alcuni) ma in compenso tagliando 43.000 posti di lavoro tra civili e militari.  E la cosa appare davvero vergognosa!

Se ne è avuta una ulteriore conferma da un articolo apparso venerdì 9 u.s. su “La Repubblica”, che ha fatto parecchio rumore nei palazzi romani e che alleghiamo al presente Notiziario per l’utile conoscenza da parte dei colleghi. Leggendolo, si comprende bene perché il progetto di riforma del Ministro Di Paola appaia così poco credibile, e per questo dovrebbe essere stoppato: noi lavoreremo in proposito!

Su questa stessa pagina , troverete allegato il testo integrale del disegno di legge delega approvato dal Senato.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Articolo de LA REPUBBLICA del 9 .11.2012

Allegato 2: La lettera del Ministro Di Paola al personale della Difesa

Allegato 3: Il testo del disegno di legge delega approvato dal Senato

Allegato 4: Notiziario FLP DIFESA n.14 del 27.01.12

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