Manifestazione unitaria a Roma contro il silenzio del Ministro che evita ogni confronto con le OO.SS. sull’imminente riforma

Con le bandiere e gli striscioni in via XX settembre

Notiziario n. 164 del 29 novembre 2012 –

Nella mattinata di ieri 28 novembre  si è svolta in Roma, di fronte a Palazzo Baracchini,  la seconda manifestazione in meno di un mese dei lavoratori civili di Persociv  che, al pari della prima avvenuta in data 26 ottobre u.s. (vds. Notiziario n. 142 di pari data),  è stata promossa unitariamente dalle OO.SS. CGIL-CISL-UIL-FLP-UNSA-UGL territoriali Difesa di Roma e che, in questa circostanza, ha avuto una  dimensione più larga essendo stata estesa ai lavoratori  civili degli altri Enti di Roma.

Al centro  dell’ iniziativa,  la vertenza aperta dalle Rappresentanze sindacali locali sull’ipotesi di trasferimento di sede dalla nostra D.G. nel comprensorio della  Cecchignola,  che è verosimilmente connesso all’ accorpamento con altre due DD.GG. (Persomil e Previmil).  Ipotesi, questa, che ha ovviamente generato molta preoccupazione tra i circa 400 lavoratori in servizio a Persociv a causa dei  prevedibili e notevoli disagi cui andrebbero incontro di fronte ad uno spostamento in luogo disagevole rispetto a ora e comunque molto periferico rispetto all’attuale collocazione.  Ma anche ipotesi, quella dell’accorpamento “3 in 1” (Persomil-Previmil-Persociv nella ipotizzata nuova mega D. G. denominata “Persodife”),  che ha generato perplessità e preoccupazione anche nella restante parte  dei lavoratori civili della Difesa, che ovviamente non possono vedere di buon occhio una operazione di vero e proprio azzeramento,  gravida di problemi e di prospettive non confortanti.

Una scelta, questa, che si inquadra peraltro nel contesto dell’attuale difficile fase che sta vivendo la nostra Amministrazione, che si trova alla vigilia di una riforma epocale, il disegno legislativo della quale sta marciando ultimamente a passo di carica,  sostenuta com’è dalla “strana maggioranza” parlamentare  che ha molta fretta di concludere la “pratica riforma Difesa” entro l’anno (ieri, in Commissione Difesa della Camera , sono stati respinti tutti gli emendamenti al disegno di legge delega A.C. 5569 sulla riduzione dello strumento militare che erano stati presentati, e dunque si andrà rapidamente in Aula).  Una riforma, va aggiunto, progettata al netto di ogni confronto effettivo e di merito con le Rappresentanze del personale, sia civili che militari, da parte di un Ministro che usa il classico metodo dello “specchietto per le allodole”: diverse letterine ai dipendenti (evidente la captatio benevolentiae….) e tante riunioni con le Parti sociali, che hanno però poco senso in quanto quasi sempre collocate a valle di decisioni già assunte, in qualche caso del tutto al buio.

Anche su queste linee più generali si è sviluppata la bella manifestazione di ieri in via XX settembre, funestata purtroppo da un tempo inclemente  ma che ha visto comunque la partecipazione di centinaia di persone davvero arrabbiate e determinate,  e la presenza in prima linea dalle RSU di Persociv e dalle OO.SS. territoriali CGIL-CISL-UIL-FLP-UNSA-UGL della Difesa, accompagnate nella circostanza dai  rispettivi Coordinamenti Nazionali,  a testimonianza della valenza nazionale della vertenza.

Dopo un’ora e mezza circa di manifestazione,  una nutrita delegazione unitaria è stata ricevuta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava, la quale, a fronte dell’ennesima e unitaria richiesta di parte sindacale di informazioni e di tavoli di confronto in ordine ai diversi progetti di ristrutturazione e di riordino che si stanno mettendo a punto al buio in queste ore,  ha preannunciato a breve un incontro del Sottosegretario delegato con le OO.SS. nazionali.

Un incontro al quale come FLP DIFESA annettiamo una importanza decisiva: o arrivano le risposte che attendiamo  o dovremo prendere decisamente le distanze da un Ministro che, da buon ammiraglio,  sta “affondando la Difesa”, come ha detto il COCER Interforze.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Comunicato Segreterie Territoriali Roma

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