Trattenuta del 2,5% per i lavoratori assunti dall’anno 2000: FLP avvia i ricorsi pilota

Notiziario n. 162 del 27 novembre 2012 –

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 61 del 26.11.2012 con la qual la nostra Federazione avvia i percorsi ricorsuali pilota in merito alla trattenuta TFR del 2,5% per i lavoratori assunti dopo il 2000.

Come ormai tutti sanno, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 223 del 2012, ha sancito l’illegittimità del prelievo aggiuntivo del 2,5% a titolo di accantonamento sulla buonuscita per i dipendenti pubblici passati in regime di TFR in forza del Decreto Legge 78/2010, in quanto è incostituzionale la diversità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati.

 Il Governo è intervenuto con successivo Decreto Legge riportando al vecchio regime di calcolo della buonuscita tutti coloro che erano precedentemente in regime di TFS ed estinguendo d’ufficio le cause.

 Resta in piedi la disparità di trattamento per coloro che sono stati assunti dal 2000 in poi i quali, pur essendo in regime di TFR,  pagano ogni mese, a questo punto illegittimamente, il 2,5% sull’80% della retribuzione mentre per i lavoratori privati la trattenuta è tutta a carico del datore di lavoro.

 Questa disparità di trattamento è dovuta all’Accordo quadro confederale del 29 luglio 1999 sui fondi di previdenza complementare ed è stata varata per convincere “spintaneamente” questi lavoratori ad aderire ai fondi pensione gestiti dalle grandi confederazioni sindacali.

 Di fronte a questa ingiustizia la FLP – che tali accordi non ha firmato né prima né dopo – ha deciso di proporre ricorsi pilota per far accertare dai giudici la sussistenza del diritto a riavere il maltolto senza che i lavoratori debbano fare nulla – né iscrizioni al sindacato né esborso di denaro – perché vogliamo che la gente si iscriva al sindacato per la politica che facciamo e non per altri motivi.

I ricorsi pilota saranno a carico della federazione e vi potranno partecipare tutti i nostri associati che ricadono sotto la giurisdizione dei tribunali ove verranno presentati.

L’idea è quella di creare una giurisprudenza – se necessario anche con ulteriori pronunce della Corte Costituzionale – affinché non sia necessario fare ricorsi massivi per riavere i soldi trattenuti. Nel frattempo, però, il primo atto da fare è interrompere i termini prescrizionali e questo devono farlo tutti i lavoratori interessati per non far decadere il diritto a riavere indietro il denaro. Per questo, in allegato al presente notiziario, troverete un fac-simile di diffida alle amministrazioni che va consegnato, fatto protocollare e conservato per un eventuale successivo contenzioso o solo per attestare che la prescrizione è stata interrotta a una certa data.

 Infine una notazione: leggiamo di sindacati firmatari dell’accordo quadro del 29 luglio 1999 che si preparano a fare ricorsi anch’essi. Non c’è che dire, pensavamo avessero il senso della vergogna. Per creare i problemi ai lavoratori e poi presentarsi come la soluzione ci vuole una bella faccia tosta!!

 Meno male che i lavoratori hanno sufficiente intelligenza per capire chi ha svenduto i loro diritti e ora vorrebbe contestualmente la loro buonuscita con l’adesione ai fondi di previdenza gestiti da questi “sindacati” e fare i ricorsi per far disapplicare un accordo quadro che gli stessi sindacati hanno firmato.

                                                                                                       LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Allegato: Schema atto di diffida

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