Nominati i nuovi vertici di Stato Maggiore Difesa, Stato Maggiore Aeronautica e Stato Maggiore Marina

Notiziario n. 171 dell’ 11 dicembre 2012 –

L’amm. Bini Mantelli, nuovo Capo di SMD

Nell’ultima  riunione del 5 u.s., su proposta del Ministro della Difesa amm. Gianpaolo Di Paola, il Consiglio dei Ministri ha provveduto a designare i nuovi vertici militari di Stato Maggiore Difesa, Stato Maggiore Aeronautica e Stato Maggiore Marina.

Nuovo Capo di Stato Maggiore Difesa, e dunque nuovo Capo delle Forze Armate italiane, è stato nominato l’amm. Luigi Bini Mantelli, attuale Capo di Stato Maggiore Marina. Nato a Breno in provincia di Brescia sessantadue anni fa, l’amm. Bini Mantelli ha ricoperto, tra gli altri incarichi, anche quello di Capo dell’Ufficio Generale di SMD al tempo in cui al vertice di SMD sedeva l’amm. Di Paola. Prenderà il posto dell’attuale Capo di SMD, gen, Biagio Abrate, nominato in data 17 gen. 2011.

 A Capo di Stato Maggiore Marina, in sostituzione dell’amm. Bini Mantelli, è stato invece nominato l’amm. Giuseppe De Giorgi, 59 anni. Figlio dell’amm. Gino, gia Capo di SMM nel periodo 1973-1977, dallo scorso febbraio è subentrato proprio all’amm. Bini Mantelli al Comando della Squadra Navale.

Il nuovo Capo di Stato Maggiore Aeronautica è invece il gen. Pasquale Preziosa, attuale Capo di Gabinetto del Ministro Di Paola.  Nato a Bisceglie nel 1953,  tra gli incarichi ricoperti figura anche quello di Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3^ Regione Aerea. Il Gen. Preziosa prenderà il posto dell’attuale Capo di SMA, gen. Giuseppe Bernardis, in carica dal 25 febbraio 2010.

Nessuna nuova nomina,  invece,  al vertice dell’ Esercito,  e dunque il gen. Claudio Graziano, già Capo di Gabinetto del Ministro La Russa, mantiene l’incarico di Capo di SME.

Immaginiamo che, nelle intenzioni del Ministro Di Paola che ne ha proposto la nomina, la scelta dei nuovi Vertici militari  era stata fatta anche tenendo conto della loro “affidabilità” in merito alla prima e principale incombenza che ad Essi sarebbe stata ascritta: quella di gestire i riordini contenuti nei decreti legislativi attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare nazionale. Provvedimento che, come abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 170 di ieri,  già votato dal Senato e già passato, senza alcuna modifica, al vaglio positivo della Commissione Difesa della Camera, era in attesa dell’imminente pronunciamento del secondo ramo del Parlamento, che era previsto entro la seconda decade del mese in corso.  La crisi politica scoppiata in questi giorni ne ha in un qualche modo compromesso il percorso,  in quanto la presa di distanza da parte della principale forza di maggioranza e l’annuncio di astensione su tutti i provvedimenti in itinere, lasciavano immaginare lo stop anche per il disegno di legge delega recante la riforma dell’assetto dello strumento militare. Tutto apparirebbe a questo punto scontato, ma c’è un fatto nuovo che potrebbe determinare uno sviluppo diverso.

Il Ministro Di Paola e tutti i Vertici militari stanno infatti premendo enormemente sulle tre forze politiche che hanno sostenuto sinora il Governo affinchè la Camera voti comunque il provvedimento prima del suo scioglimento e lo traduca in legge: la motivazione starebbe tutta nella assoluta urgenza di varare le misure in esso contenute e nel fatto che sarebbe difficile per il futuro Parlamento riprenderne le fila. Rispetto a queste pressioni, è in atto una riflessione da parte di PDL, PD e UDC, e oggi a mezzogiorno è convocata una riunione dei Capigruppo per decidere in merito. L’ipotesi sulla quale si sta lavorando sarebbe quella di andare al voto della Camera e all’approvazione della legge delega, ma fissando un percorso che attribuisca al Ministro e alla legislatura che verranno il varo dei decreti attuativi.

Seguiremo da vicino gli sviluppi della vicenda e ne daremo tempestivamente conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Comunicato stampa del Governo del 6.12.2012

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