Riordino sanità militare: per i piani di reimpiego del personale civile, si va direttamente alle contrattazioni locali

Notiziario n. 15 del 4 febbraio 2013 –

Facciata del DMML di Caserta

Facciata del DMML di Caserta

Sesta riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini, sul riordino della Sanità militare, che è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava in assenza del Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, dr. Gianluigi Magri.

La riunione odierna, per come confermato dietro nostra precisa richiesta dal dr. Magri nel corso dell’ultimo incontro,  doveva servire ad acquisire “il consenso in sede politica”  delle OO.SS. nazionali sulle “ipotesi di piano di reimpiego a carattere generale”,  e “in caso di raggiungimento dell’accordo politico, detto piano di reimpiego” sarebbe stato “trasmesso in sede locale per l’avvio della specifica contrattazione volta a dare concreta esecutività allo stesso” (i corsivi virgolettati si riferiscono alla procedura prevista dal capo IV, art. 3, del CCNI Difesa 6.07.2000).  Ebbene,  il “consenso in sede politica” oggi non è certamente venuto dalla nostra O.S. che, dopo aver ricordato i giudizi critici ripetutamente espressi da FLP DIFESA sul riordino in argomento, ha fatto presente come, a parte qualche eccezione (Cdo Sanità Nord, per es.),  nella stragrande maggioranza dei casi,  negli Enti soggetti a riordino,  i lavoratori non avevano ancora espresso i desiderata  e, conseguentemente, non si erano ancora svolte le concertazioni locali.  Detto “consenso”  è evidentemente mancato anche su altri tavoli (la riunione è stata effettuata come al solito a tavoli separati per volontà di CGIL-CISL-UIL) e pertanto  l’approdo conclusivo è stato quello di un rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego. Cosa non di poco conto.

Ed allora,  visto che in alcuni Enti è saltata la prima fase della procedura, è di tutta evidenza che:

  • negli Enti nei quali i lavoratori hanno espresso i propri desiderata sulla base delle disponibilità interforze rese note dall’Amministrazione,  si potrà procedere alla contrattazione locale per la definizione del piano di reimpiego definitivo;
  • negli Enti invece dove invece la prima fase della procedura è saltata, occorrerà a nostro avviso partire necessariamente dalla raccolta dei desiderata dei lavoratori espresse sulla base delle disponibilità fornite dall’Amministrazione, per poi procedere successivamente alla contrattazione.  

E’ appena il caso di ricordare che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv,  deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali (OO.SS. ed  RSU), e immaginiamo che questo possa avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise.  Questo dovrà valere per tutti gli Enti, ma in particolare per il DMML di Chieti, le cui criticità di reimpiego sono ben note a tutti, anche all’Amministrazione, e a tutti suggeriscono di lavorare per verificare fino in fondo eventuali soluzioni alternative (ricordiamo che la Direttiva SMD del 24.10.2012 fissa al 30.09.2013 la decisione del Capo di SME sulla soppressione o riconfigurazione dell’Ente, e noi ci batteremo per la sua riconfigurazione).    Abbiamo infine convenuto con la dr.ssa Fava che,  a conclusione della fase di contrattazione locale,  il Gabinetto indirà una riunione nazionale conclusiva per fare il punto di situazione prima dell’ invio a Persociv dei piani di reimpiego definitivi per il seguito di competenza della D.G. (trasferimenti). E’ di tutta evidenza che,  con queste varianti intervenute in corso d’opera,  la procedura di reimpiego avrà tempi prevedibilmente più lunghi,  e quasi certamente slitterà oltre i tempi del mandato di Di Paola.

Nella seconda parte della riunione, la FLP DIFESA ha fatto presente la propria posizione in merito al “protocollo riguardante la destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali risparmi aggiuntivi”  preannunciato dal Gabinetto nella lettera di convocazione e che dovrebbe essere  sottoposto alla sottoscrizione delle OO.SS.  “di massima per la metà del mese di febbraio 2013”. 

Come noto, una  richiesta in tal senso è stata avanzata da CGIL-CISL-UIL (comunicato del 20 dic. u.s.), ed è apparsa a tutti come una sorta di  “merce di scambio” richiesta all’Amministrazione per dare il sostanziale via libera sul riordino della sanità militare, rispetto al quale solo qualche giorno prima (comunicato del 13 dic. u.s.) quelle stesse OO.SS. avevano espresso un “netto dissenso di metodo e di merito” .  E, proprio per questo, nella riunione del 7 gennaio (vds. nostro Notiziario n. 3 dell’8.01.2013), in risposta al Sottosegretario  Magri che aveva espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUAe alla premialità  parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini,  esprimemmo le nostri forti riserve sul  momento che si era scelto per affrontare questo problema,  ricordando che “quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese”.

Manteniamo per intero le nostre riserve sul punto; pur tuttavia, di fronte al preannuncio di un protocollo in arrivo, abbiamo ritenuto opportuno precisare la nostra posizione nei termini che seguono.

  1. Abbiamo dichiarato la piena disponibilità da parte di FLP DIFESA a sottoscrivere un protocollo che fissi condizioni e percorsi e detti le regole per la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”
  2. Abbiamo chiesto che detto protocollo disciplini in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi saranno accertati i risparmi,  e che venga precisato in cosa consistano i risparmi “aggiuntivi”  nella Difesa da destinare in quota parte al FUA.  Abbiamo chiesto anche che,  con cadenza annuale e prima dell’avvio della contrattazione per la distribuzione del fondo di produttività,  le Parti si incontrino per quantificare la quota di risorse disponibili destinate al FUA.  Noi pensiamo che la precisa definizione di tutti questi aspetti non sia solo un’operazione necessaria sotto il profilo della trasparenza,  ma costituisca  condizione essenziale sia per evitare contenziosi successivi sia anche per dare a questo accordo una prospettiva nel tempo,  visto la messe di soppressioni/riorganizzazioni in arrivo e  visto anche che la Parte politica che lo firmerà è in scadenza di mandato.
  3. Abbiamo anche  espresso in modo netto la nostra richiesta a che le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate “alla contrattazione integrativa” e poi distribuite con  criteri fissati annualmente dall’accordo nazionale sulla distribuzione del FUA.  Qualsiasi esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE) costituirebbe un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo, per noi e (pensiamo) anche per quelle OO.SS. che non sottoscrissero con Brunetta il 4 febbraio 2011 i contenuti dell’Intesa.  Sta evidentemente all’Amministrazione di predisporre un testo che traguardi un obiettivo che è condiviso, ma  nel quale tutte le Parti sociali possano riconoscersi.
  4. Abbiamo chiesto infine che la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”  venga estesa retroattivamente anche ai provvedimenti di riordino successivi a luglio 2008,  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008.

Abbiamo infine chiesto, data l’enorme valenza politica del protocollo, che il testo predisposto dall’Amministrazione sia, come sempre deve essere in questi casi, inviato con congruo anticipo alle Parti sociali,  anche per consentire loro un’ attenta valutazione e una verifica al proprio interno.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota RSU DMML di Palermo del 4.02.2013

Allegato2: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP di Chieti del 5.02.2013

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