Più ombre che luci nelle novità introdotte nei testi degli schemi dei decreti attuativi passati in Consiglio dei Ministri

Notiziario n. 91 del 19 agosto 2013 –

Il Ministro Mauro con il Presidente Letta

Il Ministro Mauro con il Presidente Letta

Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata,  il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA.  Nell’occasione, abbiamo anche fornito delle  anticipazioni su alcune novità,  di cui eravamo venuti a conoscenza,  intervenute a seguito dell’esame del CdM, che sembrerebbero oggi tutte confermate.

Ebbene, nella mattinata di oggi abbiamo avuto occasione di prendere visione dei testi dei due schemi di decreto, che sono stati pubblicati dal sito forzearmate.orge dallo stesso presentati come quelli approvati dal CdM.  Ovviamente, trattasi di testi ancora ufficiosi, che diventeranno ufficiali solo dopo la loro trasmissione da parte di Palazzo Chigi al ramo del Parlamento da cui prenderà il via l’esame delle Commissioni Difesa, che allo stato ci risulta non ancora avvenuta.  Pur tuttavia, nelle more di una verifica più puntuale e approfondita che sarà possibile solo dopo lettura dei testi ufficiali, alcune prime considerazioni possiamo tentarle in merito alle novità emerse nei testi pubblicati da  “forzearmate.org” , che pubblichiamo su questa pagina come allegati al presente Notiziario.

Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali

  1. Come da noi espressamente richiesto al Ministro (si veda il Notiziario n. 87 del 30.07.2013), la “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per uffici di livello dirigenziale generale e non generale, è stata riformulata estendendone  la praticabilità anche a favore del “personale non dirigenziale”, e dunque  a favore in primo luogo dei nostri funzionari.  Consideriamo,  questa,  la novità politicamente più rilevante tra quelle  emerse dopo l’esame di palazzo Chigi, che certo potrebbe segnare un punto di svolta importante nella battaglia che da anni il Sindacato porta avanti per ottenere il pieno riconoscimento del ruolo e delle funzioni del personale civile. E sarà veramente interessante osservare come gli SS.MM. declineranno questa previsione in sede di determinazione della struttura degli Uffici e dell’attribuzione degli incarichi.
  2. Dobbiamo invece registrare in termini fortemente negativi l’espunzione del riferimento alla “contrattazione decentrata di amministrazione” in ordine alle procedure  per il reimpiego del personale civile a seguito di provvedimenti di riordino delle FF.AA., per le quali si dovrà far riferimento solo al “vigente contratto collettivo nazionale del personale del comparto Ministeri”  (quali sarebbero le norme  da applicare?).  Ovviamente, per quanto ci riguarda, riproporremo la questione in occasione del primo incontro con il Sottosegretario Pinotti già in calendario per il 17 settembre, e chiederemo che venga recuperato il testo originario o che si trovi comunque una soluzione alternativa, che faccia però salva l’esperienza pluridecennale della Difesa in materia di reimpieghi, dalla quale non è possibile prescindere sostituendola con un richiamo general-generico alle norme di primo livello.
  3. Trovano invece conferma nel testo uscito dal CdM l’obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs.  e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e l’ “Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino.

Schema D.Lgs. sul personale

  1. Per quanto attiene il transito dei militari in esubero nei ruoli civili della Difesa, manca nel nuovo testo l’espresso riferimento all’ ”ambito delle facoltà assunzionali” della nostra Amministrazione e al limite del 20%, peraltro scomparso anche per il transito dei militari nelle altre AA.PP.. Tenuto conto della pregiudizialità con la quale la nostra O.S. ha sempre posto questa questione e delle ripetute assicurazioni che l’Amministrazione ci aveva fornito al riguardo, riteniamo del tutto inaccettabile questo arretramento, rispetto al quale chiederemo al Sottosegretario spiegazioni e motivazioni. Su questa questione, per noi ripetiamo pregiudiziale, non siamo disposti ad indietreggiare neanche di un centimetro, essendo convinti che i ruoli civili non possono diventare lo sfogatoio degli esuberi militari.
  2. Cancellata anche l’estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (già “esonero” per noi)  con retribuzione stipendiale  dell’85%, che invece viene mantenuta in toto per il personale militare.  Avevamo espresso nelle riunioni tecniche tutte le nostre perplessità su questa opzione, atteso che la legge delega nulla prevede al riguardo e che le norme sull’esonero erano state recentemente cancellate, ma l’Amministrazione si era dimostrata di diversa opinione, ritenendo la cosa praticabile, il che avrebbe certamente ridotto la forbice nei confronti del personale militare in ordine alla quantità di  opzioni  previste per due categorie di personale.  Pare proprio che non sia andata così, e questo riporta l’orologio al punto di partenza, con tutti gli annessi e connessi.  Immaginiamo la difesa d’ufficio dell’Amministrazione: mancava una espressa previsione della delega. Già. E allora il recupero di questa opzione non potrà che passare attraverso una previsione legislativa ad hoc, come chiedevamo
  3. Introdotta invece positivamente una norma in materia di processi di mobilità che prevede che, “a partire dall’anno 2016”,  le altre AA.PP. riservino al personale civile della Difesa in eccedenza “in misura non inferiore al 15%”  delle loro complessive facoltà assunzionali.   
  4. Parrebbero infine confermate nel testo finale uscito dal CdM alcune richieste del Sindacato: la crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili; la destinazione al FUA, ma dal 2020, in quota parte dal 2 al 5%,  dei  risparmi certificati  che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.; la destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei  risparmi certificati per finanziare la formazione;  la previsione di moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree;  l’elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del  personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione,  opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135; l’ avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttiva; l’eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad “area” e “profili professionali”;  l’adozione, e non approvazione come prima previsto, previo esame con le OO.SS., da parte del Ministro del piano di assorbimento delle eccedenze;  il rinvio a specifica relazione sindacale  per tutta una serie di passaggi  (della questione reimpieghi abbiamo già detto).
  5. Rimangono inoltre irrisolte altre questioni da noi poste, e dalle quali dovrà ripartire il confronto con l’Amministrazione, tenuto conto delle assicurazioni fornite dal Vertice politico in merito alla emendabilità dei testi usciti dal CdM: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari e la mobilità interna su base regionale (vogliamo sia prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo, e dunque ne riparleremo nell’incontro del 17 p.v.).
  6. Infine, resta ancora da definire la struttura della “tabella di equiparazione”,  su cui c’è stata una proposta unitaria del tavolo sindacale che prevede il transito secco di tutti i SU in area 2^  e degli U in area 3^, e rimane ancora senza risposta la nostra proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data)  per l’inserimento nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di  una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012. 

Luci ed ombre, come si vede, rispetto agli approdi conclusivi dei tavoli di confronto di luglio con le OO.SS., forse più ombre che luci.  Attendiamo di conoscere i testi ufficiali approvati dal CdM, che peraltro abbiamo formalmente richiesto all’A.D. a premessa della ripresa del confronto con il Sottosegretario Pinotti  in agenda a settembre, che già si annuncia come un mese particolarmente caldo.

(Giancarlo Pittelli)

I TESTI PUBBLICATI SUL SITO DI FORZEARMATE.ORG 

*   Schema D.Lgs. sul personale adottato dal Consiglio dei Ministri dell’ 8 agosto 2013

*   Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali adottato dal Consiglio dei Ministri dell 8 agosto 2013

 

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