Martedì 17 settembre, riprende il confronto tra il Sindacato e il Vertice politico del Ministero Difesa

Notiziario n. 101 del 14 settembre 2013 –

Sullo sfondo, palazzo Baracchini sede della riunione

Sullo sfondo, palazzo Baracchini sede della riunione con il Sottosegretario Pinotti

Martedì 17 p.v., riprende il confronto con il Vertice politico dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno della riunione con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti, sono formalmente iscritti due punti (linee generali di riorganizzazione e mobilità),  ma è facile prevedere che la discussione spazierà certamente  anche ad altre questioni, e in particolare a  quelle di più stretta attualità.

In primo luogo, gli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, adottati dal Consiglio dei Ministri (CdM) in data 8 agosto u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 89 di pari data) con alcune novità importanti rispetto ai testi elaborati dall’Ufficio Legislativo a conclusione dei confronti con le OO.SS., prima tecnici e poi sul tavolo politico.

I testi varati dal CdM recano alcune importanti novità, alcune positive,  altre invece di segno decisamente negativo, di cui abbiamo già riferito nel nostro Notiziario n. 91 del 19 agosto u.s..  Ricordiamo le nostre considerazioni al riguardo: ottima cosa, innanzitutto, l’estensione anche al personale non dirigente, come FLP DIFESA aveva espressamente richiesto,  della previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per il personale di livello dirigenziale, fatto questo che potrebbe rappresentare una svolta ancorché un po’ mitigata da quel “tendenziale” ;  positiva anche la rimodulazione nel senso da noi richiesto delle norme riferite all’area industriale, e altrettanto positiva  la riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa.  Abbiamo invece giudicato in modo decisamente negativo alcune modifiche, tra le quali: la mancata previsione del limite delle facoltà assunzionali nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa, cosa che giudichiamo grave anche in ragione delle assicurazioni che ci erano state fornite al riguardo; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per determinare i criteri e le procedure nelle operazioni di reimpiego; l’espunzione dell’opzione “esenzione” per il personale civile, mantenuta invece, e in che termini, per i militari.  Complessivamente, più ombre che luci nelle novità introdotte dal CdM che, a nostro avviso, fanno registrare un certo passo all’indietro.

A questo, si  aggiungano poi i problemi non risolti e rinviati al prosieguo del confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la mobilità interna su base regionale; la previsione di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012 (ricordiamo che il recente Decreto Legge n. 101/2013 ha già allargato i termini al 31.12.2015).  E, infine, la madre di tutte le questioni ancora aperte,  la controversa e spinosissima questione legata alla “tabella di equiparazione” tra gradi militari e inquadramenti civili, che naturalmente oggi, alla luce del soppresso vincolo alle facoltà assunzionali, appare ancora più centrale: noi saremo rigorosamente attestati  sulla posizione unitariamente espressa da tutto il Sindacato nei tavoli tecnici  (transito secco di tutti i SS.UU. in area 2^ e degli UU. in area 3^).  Infine, non possiamo non osservare che, mentre si tagliano posti di lavoro, permangono ancora sprechi e privilegi inammissibili, alcuni dei quali codificati negli stessi schemi dei decreti attuativi.

E’ di tutta evidenza allora che, su tutte queste questioni irrisolte, occorrerà riprendere il confronto con l’A.D., e occorrerà farlo anche presto perché i tempi a disposizione, non superiori a quelli assegnati alle Commissioni Difesa, appaiono davvero molto ristretti.

In secondo luogo, le problematiche, estremamente attuali, legate ai c.d. “pensionamenti in soprannumero” previsti dalla Legge 135/2012 (“spending review, conversione del DL 95), in ordine ai quali sono state emanate, prima  la circolare della Funzione Pubblica n. 3/2013 (vds. Notiziario n. 88 del 5 agosto) e più recentemente la circolare Persociv n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 settembre). A tal proposito, noi riteniamo necessario e urgente aprire un confronto con l’Amministrazione, tecnico e politico, che peraltro abbiamo già richiesto da tempo con nota datata 8 agosto 2013 inviata al Sottosegretario Pinotti  all’indomani della pubblicazione della circolare della F.P. .

La questione dei “pensionamenti in soprannumero” si intreccia in un qualche modo anche con le recenti disposizioni introdotte dall’art. 2 del Decreto Legge 31.08.2013, n. 101. Conosciamo tutti le difficoltà nelle quali si dibattono da tempo gli Enti della Difesa a  fronte del mancato turnover di tutti questi anni e del progressivo invecchiamento delle professionalità. Ebbene, i pensionamenti in soprannumero, quelli delle professionalità tecniche in particolare, non potranno che appesantire ulteriormente e aggravare di molto la situazione attuale, rispetto alla quale l’unica risposta possibile sta nell’assunzione di nuovo personale.

Come sappiamo, giuste disposizioni del DL 101, non sarà possibile assumere personale in 1^ e 2^ area fin quando permarranno posizioni soprannumerarie;  ma in area 3^ la situazione è diversa, in quanto sono state “certificate” n. 175 posizioni carenti e Persociv ha già trasmesso da tempo alla F.P. la richiesta di assunzione dei vincitori di concorsi pubblici per la Difesa. Entro il 30 settembre p.v. (art. 2, comma 2, punto 3),  l’Amministrazione dovrà predisporre il piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” ai fini della verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti. A tal riguardo, chiederemo al Sottosegretario un impegno particolare su questo punto, anche per evitare interpretazioni restrittive e penalizzanti che limiterebbero le possibilità assunzionali anche per l’area 3^, che andrebbero ad aggiungere benzina alla già esplosiva situazione attuale.

In merito ai punti formalmente iscritti all’o.d.g. della riunione di martedì 17:

per quanto attiene la questione della “mobilità”,  noi pensiamo che debba essere sollecitamente ripreso il confronto tecnico a Persociv avviato il 2 agosto 2012 e poi interrotto dopo la terza, infruttuosa riunione del 17 ottobre dello stesso anno, e nel cui contesto andranno affrontate anche le problematiche legate alla mobilità interna su base regionale (prevista dallo secondo schema di D.Lgs. attuativo della delega) e alle procedure di reimpiego che, anche in relazione a quanto avvenuto in occasione del recente riordino della Sanità,  necessita di una opportuna messa a punto;

per quanto riguarda “le linee generali di organizzazione”, ascolteremo naturalmente con estrema attenzione quanto ci dirà il Sottosegretario e le proposte che verranno eventualmente avanzate,  fermo restando il fatto che, a nostro avviso, occorrerà aprire, anche qui abbastanza rapidamente, un confronto con l’Amministrazione in previsione di due scadenze importantissime:

  • la costruzione del disegno di legge preannunciato dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto u.s. che ha adottato gli schemi dei decreti attuativi  (“per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge”).   Un’occasione davvero da non perdere!
  • la redazione del “Regolamento” di cui all’art. 15 C.O.M.,  come novellato dal primo schema di D.Lgs. (“ordinamentale”) attuativo della delega, che dovrà provvedere  alla “ripartizione delle funzioni e dei compiti”  tra le due aree del nostro Dicastero (“area tecnico-amministrativa” con a capo Segredifesa e “area tecnico-operativa” con a capo Stato Maggiore Difesa) e, in quel contesto,  dovrà definire le condizioni per favorire “la tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero Difesa”,  una circostanza, questa, che se realizzata, potrebbe determinare davvero un punto di svolta nella nostra Amministrazione.  Anche qui, dunque,  un’occasione da non perdere!

Informeremo i colleghi, come al solito celermente e compiutamente,  sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro di martedì 17 p.v. con il Sottosegretario delegato, sen. Pinotti.

(Giancarlo Pittelli)

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