NOTIZIARIO N. 13 DEL 25 MARZO 2026

Audizione del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare: bene la visione strategica ma resta il nodo irrisolto del personale

 

Si è svolta oggi, presso la 3ª Commissione Difesa e Affari Esteri, l’audizione del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, sulle linee programmatiche del proprio mandato.

Un intervento ampio e molto chiaro, che ha restituito il senso della complessità del momento internazionale e delle sfide che attendono la Marina. È emersa con forza la centralità del mare per la sicurezza del Paese – energetica, digitale ed economica – così come l’impegno verso l’innovazione, in particolare nei sistemi unmanned, nella protezione delle infrastrutture sottomarine e nella cooperazione con alleati e partner.

Tra i temi più rilevanti, quello del personale, riconosciuto come il vero elemento decisivo per garantire continuità ed efficacia allo strumento militare.

Nel confronto è emerso in modo abbastanza evidente anche il problema del personale civile, che rappresenta una componente fondamentale per il funzionamento della Marina, soprattutto negli arsenali e nelle attività tecnico-logistiche, nonchè amministrative. Negli anni, il blocco del turnover ha prodotto effetti pesanti: molte professionalità altamente specializzate sono andate in pensione senza poter trasmettere le proprie competenze. Questo ha creato un vuoto difficile da colmare e ha reso la Marina più esposta, anche sul piano dell’autonomia operativa.

Sono state illustrate alcune iniziative per invertire la tendenza: nuove assunzioni, seppur ancora limitate; l’ipotesi di bandi regionali per rendere più efficace il reclutamento; e il tentativo di trattenere temporaneamente in servizio personale esperto per favorire il passaggio di competenze. Tuttavia, è rimasto fuori dal dibattito un punto decisivo.

Non è stato infatti affrontato il tema del limite imposto dalla legge n. 244, che fissa a 20.000 unità il tetto del personale civile della Difesa. Un vincolo che, nei fatti, rappresenta uno dei principali ostacoli alla ricostruzione delle competenze e al rafforzamento delle strutture.

Un’assenza che pesa, soprattutto considerando che da anni FLP Difesa chiede il superamento di questo limite, ormai non più adeguato alle esigenze attuali.

L’audizione ha confermato una Marina consapevole delle sfide e determinata a innovare, adattarsi e rafforzare le proprie capacità.

Resta però una questione aperta e non più rinviabile: senza un intervento politico sul tema del personale civile e, in particolare, sulla sua reale valorizzazione, anche attraverso un adeguato riconoscimento economico, e sul superamento dei vincoli normativi esistenti, il percorso di rafforzamento della Difesa e, di conseguenza, della Marina Militare, rischia di restare incompleto e inadeguato alle sfide che i nostri tempi purtroppo ci impongono.

Fraterni saluti.

                                                                                                  IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA