NOTIZIARIO N. 30 DEL 22 LUGLIO 2026
RIUNIONE CON SMA – 1° REP. SUL PROCESSO DI RIORDINO IN ITINERE DEL COMPARTO INFRASTRUTTURALE – UNA GESTIONE NON OTTIMALE DA PARTE DELLA F.A. E DIVERSE LE CRITICITA’ IN CAMPO – SERVE UN CAMBIO DI PASSO E IL COINVOLGIMENTO PIENO DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI LOCALI
Nel pomeriggio di ieri, lo Stato Maggiore Aeronautica (SMA) ha incontrato le OO.SS. nazionali della Difesa per discutere del riordino ancora in itinere del Comparto Infrastrutturale di F.A.
In premessa, dobbiamo ricordare che, in data 31 marzo u.s., SMA inviava alle Rappresentanze nazionali una nota con la quale anticipava che avrebbe proceduto al completamento del processo di riordino del comparto, già avviato nel 2025 per gli Enti AM della Sardegna, attraverso il quale anche le restanti articolazioni sarebbero transitati nei costituendi GTDI per area geografiche, avvertendo a tal proposito che la procedura di reimpiego utilizzata sarebbe stata quella ”semplificata”, attesa la conferma di profilo prof e sede d’impiego.
Detto processo di riordino interessa, su scala nazionale, circa 200 lavoratori civili in servizio in diversi posti di lavoro, e a tal riguardo il Sindacato si è attivato per avere maggiori chiarimenti e per rappresentare diverse criticità, rispetto alle quali le risposte arrivate dalla F.A. con una nota del 7 lug. u.s., che ci è parsa come ispirata da una logica minimalista del tipo “ prima si chiude meglio è”, non ci sono apparse complete ed esaustive, e da qui la nostra necessità di un confronto diretto, che si è svolto appunto ieri pomeriggio, tra le OO.SS. nazionali e la delegazione AM (Gen Surace, Capo del 1° Rep. AM, Gen Pizzetto, Capo dei GTID e col. Mastria CUFF. Pers.).
In apertura di riunione, il gen. Surace ha fatto presente l’importanza che la FA annette a questo riordino, ne ha segnalato gli obiettivi organizzativi e ha dichiarato la disponibilità di SMA a un confronto franco e costruttivo.
E’ dunque cominciato il giro di tavolo. Nel nostro intervento come FLP Difesa, atteso la scarsa completezza dei dati sinora forniti alle OO.SS., abbiamo in primis chiesto conferma che la procedura di reimpiego non comportasse per alcun lavoratore il cambio di profilo prof. e, ancor più, di sede, perché il protocollo del 29.09.2015 prevederebbe in tal caso la procedura ordinaria (contrattuale). Avutane conferma dal gen. Surace, la nostra delegazione ha fatto presente che la complessità di questo reimpiego e il numero non piccolo di lavoratori interessati e in servizio in parecchi Enti dislocati su tutto il territorio nazionale e le criticità apparse sin da subito, avrebbero comportato un diverso approccio e un confronto permanente, sul livello nazionale ma anche su quello locale con le Rappresentanze sindacali. E’ inoltre mancata una informazione diretta ai lavoratori su percorsi e tempistica, e questa circostanza trova conferma nella
nota SMA del 7 luglio u.s., che invitava addirittura le OO.SS. a dare informazioni ai lavoratori, ribaltando un obbligo che è tutto dell’Amministrazione, come prevede espressamente il protocollo AD-OO.SS. del 2015; addirittura, siamo arrivati al paradosso che qualche Cte in loco, evidentemente a corto di notizie, chiedesse info alle OO.SS. Ancora: sarebbe servito un costante monitoraggio in itinere del processo di riordino, per prevenire e intervenire in ordine alle diverse criticità venute a galla, rispetto alle quali abbiamo fatto l’elenco ancorchè incompleto: gestione degli aspetti amministrativi riferiti al trattamento economico, in particolare accessorio; soggetti, con primo riferimento agli eletti RSU, e sedi delle relazioni sindacali, in particolare nelle materie contrattuali; permanenza nell’incarico degli RLS e problematiche inerenti la sicurezza nel lavoro e sul lavoro; prosecuzione post-reimpiego della sperimentazione in ordine ai 4 giorni di lavoro settimanale; continuità post reimpiego dell’orario di lavoro e modalità di beggiatura in mancanza del sistema Perseo, con ulteriori annessi e connessi (flessibilità in primis); gestione di eventuali pratiche antinfortunistiche; inserimento dati in Infociv; altre possibili criticità intervenute a seguito della procedura di reimpiego.
Nella sua replica, il Capo del 1° Reparto, con grande onestà intellettuale che gli va riconosciuto, ha detto che una qualche sottovalutazione di questi problemi sicuramente vi è stata da parte della F.A., ma di certo in buona fede, verosimilmente pensando, alla luce della linearità del percorso e dei non problemi che si sono registrati in Sardegna dove il processo di riordino è partito, che analoga linearità ci fosse nelle restanti sedi. Ne prendiamo atto, ma non possiamo non evidenziare che, rispetto alle criticità in campo e in alcuni casi documentate, non vi sono state da parte della delegazione AM risposte e chiarimenti, forse per mancanza di elementi di conoscenza da parte dello stesso SMA!.
Anche per questo, forse, il Gen. Surace si è impegnato a dare urgenti disposizioni, innanzitutto per colmare i deficit di informazioni registrati in loco e fornire risposte ai lavoratori e alle loro Rappresentanze, e a sollecitare a tal proposito i Cti degli Enti interessati ad aprire con OO.SS./RSU dei tavoli di confronto. Ne prendiamo atto con piacere, e ne verificheremo la concreta attuazione.
Quello che serve, a nostro avviso e lo abbiamo detto, e che, a partire dal riconoscimento di un approccio non adeguato, ci sia oggi da parte di A.M. un cambio di passo effettivo e un cambio di approccio anche attraverso il diretto coinvolgimento del Sindacato, e in vista di nuovi riordini che ci sono stati preannunciati dal gen. Surace.
Fraterni Saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA


















