ALTRO CHE SPENDING REVIEW, TORNANO I TAGLI LINEARI E LA FINANZA CREATIVA

Notiziario n. 84 del 18 giugno 2012 –

Il Presidente Monti con la Ministra Fornero

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 14 di data odierna relativo al Decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri venerdì 15 u.s..

” Mentre da mesi il sindacato cerca di costruire accordi con il Ministro della pubblica amministrazione per riparare i danni incalcolabili fatti dal Ministro Brunetta, il governo è intervenuto venerdì scorso con un Decreto Legge che – senza alcun confronto con il sindacato – devasta il fisco, si appropria dei risparmi postali degli italiani e rispolvera i “tagli lineari” e la finanza creativa che speravamo di aver sepolto con la fine del governo Berlusconi.

La CSE nei mesi scorsi ha più volte proposto di intervenire sugli sprechi della politica e della pubblica amministrazione, arrivando a proporre al Ministro Patroni Griffi una commissione congiunta per tagliare gli sprechi e finanziare anche il rinnovo dei contratti.

Invece Monti, dopo essersi riempito la bocca di paroloni come “spending review”, ha sposato la linea Fornero ed è intervenuto sulla carne viva del pubblico impiego.

Il decreto legge varato venerdì prevede infatti un taglio di personale per Presidenza del Consiglio e Ministero dell’Economia del 10 per cento e un taglio ben più severo per le agenzie fiscali. In un paese in cui vi sono circa 150 miliardi di euro all’anno di evasione fiscale, tagliare il personale che deve fare i controlli significa dare un messaggio preciso agli evasori: Dormite pure tranquilli!!!!

L’agenzia delle entrate, in particolare, è alla seconda riorganizzazione in 2 anni e non sarà in grado di essere operativa per molti mesi. Evidentemente, in vista delle elezioni del prossimo anno, combattere l’evasione fiscale non è più di moda e non porta voti.

Così però si scarica ancor di più il peso della crisi su lavoratori dipendenti e pensionati che già oggi pagano l’ottanta per cento delle imposte sul reddito e continueranno a essere i soli a pagare.       

 Senza contare che il taglio sul fisco e sulla Presidenza prelude a tagli lineari ben più forti per gli organici delle amministrazioni pubbliche, già ridotte ai minimi termini dai tagli lineari di Brunetta e Tremonti. Si apre così la strada in tutto il pubblico impiego a massicci ricorsi a licenziamenti – quelli che la Fornero da tempo chiede a gran voce – ed esoneri forzati (cioè licenziamenti mascherati) con percentuali di salario che si aggirano intorno al 50-60 per cento di quello ad oggi percepito.

 Le fasce più deboli inoltre, pagheranno due volte perché i tagli di personale si tradurranno in tagli dei servizi, soprattutto alla persona (sanità e assistenza saranno i primi settori a esserne colpiti).

E sulla finanza creativa non va meglio perché anche qui rischiano di pagare le formiche e non le cicale: il decreto legge varato dal governo prevede infatti la vendita degli immobili pubblici alla Cassa Depositi e Prestiti, che raccoglie tutti i risparmi postali dei cittadini italiani, che si accollano tutti i rischi di eventuali mancate vendite o vendite sotto prezzo degli immobili nonché le spese per il mantenimento del patrimonio immobiliare pubblico.

 In estrema sintesi, un governo che doveva combattere gli sprechi e tagliare i costi della politica, taglia solo i servizi pubblici, rinuncia a lottare contro l’evasione fiscale e accolla ai cittadini l’onere di generare liquidità che, almeno in parte, andrà a confluire nelle banche che non hanno pagato alcun prezzo per la crisi e dalle quali sia Monti che la Fornero provengono.

 “Il governo ci sta portando verso una condizione di tipo greco, la crisi scaricata sulle fasce più deboli della popolazione e il ceto politico che resta immune da qualunque taglio – questo il commento del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno.

“Abbiamo cercato di rafforzare la parte più ragionevole di questo governo con l’Accordo sul lavoro pubblico di maggio ma dobbiamo prendere atto che ha vinto la Fornero e l’approccio ragionieristico alla gestione della cosa pubblica – continua Carlomagno – ora, se non li fermiamo con tutti i mezzi legali a nostra disposizione, ci aspettano licenziamenti e taglio di servizi per i più deboli.

“Sono a rischio i diritti costituzionali alla salute, al lavoro e all’uguaglianza. Questo è un decreto che aggrava la recessione già in atto. L’ultima speranza è che il Parlamento lo modifichi sensibilmente. Lavoreremo anche in questo senso”.

 Intanto la Federazione del pubblico impiego della CSE – la Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche (FLP) ha già dichiarato lo stato di agitazione del personale del pubblico impiego e chiesto alle Commissioni Parlamentari un audizione per spiegare le proprie proposte e denunciare i guasti che gli ulteriori tagli governativi certamente causeranno

LA SEGRETERIA GENERALE CSE”

La nota della nostra Confederazione CSE lancia un allarme su questo provvedimento, che potrebbe anticipare un pacchetto di ulteriori provvedimenti destinati questa volta al personale delle Amministrazioni Centrali, e dunque anche a noi, che si annuncia  estremamente pesante e che potrebbe far impallidire  gli stessi Brunetta e Tremonti, come lasciano trasparire due interessanti articoli comparsi sulla stampa sabato 16 u.s.

In allegato, il testo del Decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri  e due articoli comparsi su IL SOLE 24 ORE e su L’UNITA’, che raccomandiamo alla lettura dei colleghi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:Testo Decreto Legge

Allegato 2: Articolo de IL SOLE 24 ORE

Allegato 3: Articolo de L’UNITA’

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