Stabilimenti AID: buone le prospettive pur con alcune criticità, Arsenale di Messina in primis

Notiziario n. 105 del 27 luglio 2012 –

Si è svolta oggi, a Roma,  presso la sede dell’Agenzia Industrie Difesa (AID) e a tavoli uniti, una riunione con il Direttore Generale ing. Marco Airaghi,  formalmente convocata per operare un giro d’orizzonte in merito alle realtà delle diverse Unità Produttive (U.P.), e in particolar modo sull’Arsenale di Messina.

Il Direttore Generale è partito dal dato, che va sempre più consolidandosi, sulla centralità che AID sta via via assumendo nel quadro delle attività industriali della Difesa.  Ha ricordato il piano dodecennale illustrato nella precedente riunione del 30 novembre 2011 (vds. Notiziario n. 141 di pari data), sottolineando più volte il “percorso vistuoso” che gran parte degli Enti ha già avviato, e che peraltro viene riconosciuto anche dalla stessa Corte dei Conti che ne parla come di una “spending review” efficace: dunque,  a giudizio dell’ing. Airaghi,  un esempio positivo di  insourcing (internalizzazione). Per quegli Enti che invece evidenziano tuttora criticità, è importante almeno dare un segnale di discontinuità.  Successivamente, il Direttore generale si è soffermato sulle problematiche specifiche e sulle prospettive attuali di tutti gli Stabilimenti AID, che proviamo così a riassumere brevemente:

 • Baiano di Spoleto e Noceto: va avanti il progetto finalizzato alla creazione del “Polo del Munizionamento e della Demilitarizzazione”. AID ha vinto recentemente una gara internazionale per la distruzione di missili, consolidando così la sua posizione nei confronti della NAMSA (braccio NATO) che chiede oggi ad AID di diventare il suo punto di riferimento per le attività di demilitarizzazione.

• Castellammare di Stabia: è stato avviato il progetto per la realizzazione di un laboratorio per produzioni in “carbon-carbon”,  che dovrebbe portare alla produzione di ugelli per missili, per motori tipo Ferrari e per impianti frenanti dell’ alta velocità, che mancano ancora di produzioni italiane.

 • Firenze: il  Chimico-Farmaceutico ha già raggiunto da due anni, unica U.P. dell’AID, la condizione di economica gestione attraverso la produzione di farmaci di nicchia. E’ in essere un accordo triennale con AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per la produzione di “farmaci orfani”  destinati alla cura di malattie rare;  in aggiunta, ci sono in campo due altri progetti interessanti,  il primo  per la realizzazione di un farmaco anti shock emorragico e il secondo sulle cellule staminali.

 • Fontana Liri: va avanti il progetto che riguarda la produzione di nitrocellulosa, che prevede anche  utilizzazioni civili (vernici), rispetto alle quali si registra una importante domanda di mercato. • Gaeta: è oramai avviato alla fase realizzativa il progetto pilota di dematerializzazione degli archivi della Difesa che porterà alla creazione di un centro unico di conservazione sostitutiva della documentazione cartacea (vds Notiziario n.96 del 28.07.2011),  con buone prospettive per lo Stabilimento  di diventare il centro di dematerializzazione cartacea anche per  altre Pubbliche Amministrazioni;

• Torre Annunziata:  è in fase avanzata il progetto di ricondizionamento dei mezzi dismessi delle FF.AA (sui cui contenuti abbiamo parlato nel Notiziario n. 133 del 10.11.2010), ma con alcune criticità.

Un capitolo a sé merita invece l’Arsenale di Messina.  L’Ente viveva da tempo una situazione critica per l’assenza di commesse da parte della M.M., e appariva davvero difficile la prospettiva di raggiungere la condizione di economica gestione attraverso le sole attività della cantieristica.  AID aveva pertanto allo studio un nuovo progetto che interessava NAMSA che avrebbe fatto di Messina un centro di dismissione del naviglio che, se realizzato, avrebbe offerto prospettive di lungo corso. Ebbene, una colpevole “fuga di notizie” (testuale) ne ha compromesso di fatto la riuscita,  atteso che i paventati rischi di inquinamento ambientale (le navi hanno amianto a bordo e l’Arsenale sta la centro della Città….) hanno innescato una serie di comprensibili e forti reazioni da parte di tutta una serie di soggetti locali (della politica, del mondo associativo,  del mondo  ambientalista, etc.) che ne hanno chiesto lo stop immediato.  A sentire l’ing. Airaghi,  il progetto NAMSA sarebbe stato gestito comunque in condizioni di massima sicurezza ambientale,  ma il dato con il quale ci si deve misurare è che, di fronte alla reazione della Città,  quel progetto deve considerarsi allo stato difficilmente realizzabile, con le ovvie ricadute negative in merito alle prospettive future dell’Ente e delle sue maestranze. Ma la parola fine ancora non è stata scritta su Messina, “io non mi arrendo” ci ha detto il D.G., e ha chiesto alle OO.SS. di “dargli una mano”.

E’ poi seguito il giro degli interventi delle OO.SS. presenti, integrate nella circostanze da alcune presenze di dirigenti locali. La nostra O.S. ha innanzitutto ringraziato il Direttore Generale per le informazioni fornite, che tracciano un quadro di prospettive abbastanza confortanti  per la maggior parte degli Enti AID;  ha però segnalato i limiti di incontri di questo tipo, che operano una ricognizione molto generale senza mai scendere nel dettaglio, con dati precisi ed elementi di supporto,  delle situazioni specifiche dei diversi Stabilimenti. Le OO.SS. non si tirano certo indietro rispetto alla collaborazione chiesta dal D.G.,  ha detto FLP, ma il coinvolgimento deve essere effettivo. La nostra O.S. ha pertanto riproposto la richiesta, già fatta in precedenti incontri,  di tavoli tecnici dedicati specificamente a ciascun Stabilimentoallo scopo di approfondirne tutte le diverse problematiche. A tal riguardo, l’ing. Airaghi ha risposto affermativamente rendendo disponibile l’Agenzia per incontri nazionali dedicati specificamente a ciascun Stabilimento. Attendiamo ovviamente la prova dei fatti.

Sulla vicenda dell’Arsenale di Messina,  FLP DIFESA ha preso atto della comunicazione del D.G. sulla “fuga di notizie” che avrebbe di fatto bruciato il progetto NAMSA, e con esso pregiudicato anche le prospettive future dello Stabilimento. Ma quella irresponsabile fuga di notizie, ovviamente di origine interna, deve essere ricondotta a chi se ne è reso responsabile. FLP DIFESA è a conoscenza di dichiarazioni, di interviste ai giornali e alle TV locali, di protagonismi fuori luogo che non possono essere solo segnalati,  ma individuati nelle loro responsabilità e, se occorre,  anche perseguiti,  se è vero che il progetto NAMSA sarebbe stato gestito in condizioni di massima sicurezza ambientale.  Quella “fuga di notizie” potrebbe aver bruciato non solo il progetto, ma lo stesso futuro dello Stabilimento, anche perché ha innescato appetiti diversi (interessi di altre Città e dell’imprenditoria privata):  da qui la nostra richiesta di un’iniziativa del D.G., in combinata al tentativo di recupere quel progetto per l’Ente. Riteniamo però che sia anche urgente ed indifferibile una decisa iniziativa delle OO.RR/RSU per invocare i chiarimenti del caso,  approfondire tutti gli aspetti legati a quel progetto, sicurezza ambientale in primis, e per verificarne la praticabilità e la sostenibilità ai fini di un suo possibile recupero.

 Il confronto con il Direttore Generale ha però toccato altre due importanti questioni:

– la prima, quella relativa ai temi e ai problemi legati alla sicurezza del lavoro e sul lavoro. Ad alcune affermazioni di carattere generale dell’ing. Airaghi che sottolineavano la centralità per AID dei temi della sicurezza e l’attenzione e la vigilanza che gli Enti porrebbero costantemente in essere, hanno fatto eco gli interventi di alcuni colleghi  che hanno denunciato (a Torre e Noceto, in particolare) problemi legati alla sicurezza e all’impiego del personale, con le relative responsabilità,  cui le risposte venute dalla delegazione di parte pubblica sono apparse poco convincenti . Ovviamente, le questioni della sicurezza costituiranno elemento centrale nei confronti tecnici sui singoli Stabilimenti che, stante l’accoglimento della nostra proposta da parte dell’ing. Airaghi, dovrebbero decollare dopo la pausa estiva

 – la seconda, quella legata all’intervento del 18 lug. in Commissione Difesa del Sottosegretario Magri che ha affermato che “verrà fatto quanto possibile per arrivare alla liquidazione dell’Agenzia industrie Difesa al termine del biennio previsto…”, che la nostra O.S. ha denunciato nel Notiziario n. 101 del 23 u.s. ripromettendosi  di approfondire la vicenda direttamente con il D.G.,  cosa poi avvenuta. Ebbene, l’ing. Airaghi ci ha detto di essere anche lui rimasto sorpreso, e di aver chiesto un immediato incontro al Ministro, previsto per martedì 31 p.v., per avere dei chiarimenti. Che in ogni caso cercheremo anche noi nell’incontro che avremo con il Sottosegretario Magri sul DL 95,  anch’esso fissato per martedì 31 p.v.

 In allegato, copia della lettera che invieremo lunedì p.v. al D.G. per l’avvio della trattativa FUA 2012.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Lettera richiesta attivazione trattativa FUA 2012

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