CSE rispedisce al mittente l’atto di indirizzo per il nuovo sistema di relazioni sindacali prefigurato dal Ministro Patroni Griffi

Notiziario n. 30 dell’ 8 marzo 2013 –

Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo

Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 03  del 7 marzo 2013relativo alla seconda riunione, avvenuta in data 6 marzo u.s., tra  ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul c.d.  “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.  

 ” Dopo la riunione della settimana scorsa legata alla definizione di un accordo quadro sulle problematiche del personale precario nel Pubblico Impiego, e di cui vi abbiamo riferito con il Notiziario CSE n. 2 del 01 marzo u.s., nella giornata di mercoledì si è svolta la seconda riunione (in realtà la prima dopo quella di apertura)  del tavolo Aran sul “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.

 Occorre ricordare che sulla materia delle “relazioni sindacali”  proprio nella riunione di apertura l’ARAN aveva consegnato alle parti sociali uno specifico atto di indirizzocon il quale il Ministro Patroni Griffi dettava una serie di indicazioni, o meglio di prescrizioni, per la definizione di un apposito Accordo Quadro e sulle quali in quella sede avevamo presentato le nostre osservazioni sia di carattere metodologico che politico.

 La riunione odierna si è caratterizzata da una introduzione da parte dell’Aran che ha ripercorso il “tragitto” delle relazioni sindacali dal decreto legislativo 150/2009 ad oggi e, stante i limiti propri del dettato legislativo,  ha sostenuto la legittimità delle indicazioni contenute nell’atto di indirizzo al fine di traguardare una lettura omogenea delle relazioni sindacali in tutta la Pubblica Amministrazione.

 Il “giro di tavolo” che è seguito a detta introduzione, ha visto la maggioranza delle Confederazioni sindacali nettamente contrarie al percorso delineato dal Ministro Patroni Griffi ed esplicitato dall’Aran;  in particolar modo nel nostro intervento abbiamo sostenuto che dopo un attenta lettura del documento appariva chiaro il completo abbandono della impostazione positiva e condivisa dell’accordo del 3 maggio 2012 nel quale Ministro e parti sociali, dopo anni di divisioni e di accordi separati voluti da Brunetta e da chi gli batteva le mani, avevano costruito un percorso che poteva consentire in primo luogo di rimodulare il quadro legislativo funzionale alla riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali e, parimenti,  di valorizzare le professionalità dei lavoratori pubblici.

 Questi a nostro avviso i capisaldi di quell’accordo che, insieme ad una affermata e comune volontà di aprire un serio confronto sulle politiche della formazione e di razionalizzare e semplificare i sistemi di valutazione partendo dal superamento dell’art. 19 del D.Lgs. 150/2009,  dovevano guidare la stesura del nuovo atto di indirizzo. Abbiamo assistito, invece, alla riproposizione delle indicazioni dirigiste che avevano caratterizzato il precedente atto di indirizzo del 7.7.2011 emanato dall’allora Ministro Brunetta, a valle dell’accordo separato da lui sottoscritto il 4.2.2011 con alcune confederazioni sostenitrici della sua riforma ma non dalla CSE.

 Con questi presupposti, condivisi dalla maggioranza delle confederazioni presenti al tavolo ARAN, la risposta è stata quella di rispedire al mittente l’atto di indirizzo sulle relazioni sindacali chiedendo che la stessa Agenzia verifichi la disponibilità del Ministro Patroni Griffi a mantenere gli impegni presi  con l’accordo del 3 maggio 2012.

 Parimenti come CSE, e con la condivisione  di quasi tutti gli altri partecipanti al tavolo, abbiamo posto nuovamente e con forza il nostro NO al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, anzi ne abbiamo richiesto l’avvio sostenendo che è possibile e necessario farlo sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle questioni di carattere giuridico.

 Infatti noi di CSE e, soprattutto i lavoratori pubblici e le loro famiglie, riteniamo inaccettabile e non più sostenibile questa pesantissima fase di blocco contrattuale e inaccettabile il suo protrarsi, come paventato in questi giorni sui media nazionali;  siamo convinti che esistano risorse e risparmi nelle varie Amministrazioni che consentano di rinnovare i contratti nazionali  (altro che dividendi sulle performance) e materie quali la formazione, l’orario di lavoro, l’ordinamento professionale, la disciplina, che possano entrare a pieno titolo all’interno di un rinnovo contrattuale.

In quel contesto e solo in quello, allora, sarà possibile ragionare di relazioni sindacali rivedute e corrette rispetto al nulla o quasi dell’oggi.

 In ragione di quanto sopra, come CSE, pensiamo sia giunto il momento di predisporre una piattaforma contrattuale che sia giusto presentare sia ai lavoratori pubblici per le opportune valutazioni, sia alla controparte politica attuale ed alla nuova classe politica uscita dalle urne.

 Su questo obiettivo ci impegneremo nelle prossime settimane con le nostre strutture e daremo conto nei nostri notiziari.

                                                                                                                                                     LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Allegato: Atto indirizzo relazioni sindacali  (consegnato dall’ARAN alle OO.SS. nella prima riunione)

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