Lettera aperta ai colleghi da parte di un funzionario civile della Difesa

Notiziario n. 57 del  29 maggio 2014 –

lettera apertaAbbiamo ricevuto dal collega Federico Cesaretti, funzionario civile in servizio presso  l’Ufficio Tecnico Territoriale di Torino  e dirigente sindacale della nostra O.S.,  la seguente “lettera aperta”,   da lui indirizzata a tutti i colleghi  nella quale si parla delle difficili condizioni attuali e  delle prospettive future del personale civile di area 3^ del nostro Ministero,  che pubblichiamo di seguito.

         Cara  Collega,  caro collega

                                                         il 2014 costituirà per il Personale Civile della Difesa un anno cruciale. Nel febbraio di quest’anno, infatti, sono stati pubblicati il D. Lgs. n. 7 del 28.01.2014, recante disposizioni per la riduzione degli assetti ordinamentali delle FF.AA. e il D. Lgs. n. 8 del 28.01.2014, recante disposizioni in materia di personale militare e civile della Difesa, entrambi attuativi della legge delega n. 244 del 31.12.2012 per il riordino dello strumento militare nazionale. Una delle novità più importanti in essi contenuta è la previsione della “attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile”, la cui compiuta applicazione rappresenterà, in sede di ridefinizione di organici e organigrammi degli Enti, una delle maggiori sfide che il Personale Civile – e segnatamente i Funzionari- sarà chiamato a raccogliere per ottenere il pieno riconoscimento del suo ruolo all’interno dell’Amministrazione della Difesa.

Come Funzionario e come Dirigente di FLP DIFESA guardo al momento attuale con estremo interesse, sia per le opportunità che esso offre a chi intende operare, con serietà e concretezza, per il superamento di quegli “steccati” fra ruoli civili e militari cui il Ministro Pinotti ha fatto esplicito riferimento, sia per la “consapevolezza di sé” che in quest’ultimo periodo i colleghi Funzionari sembrano aver riscoperto. Si assiste, finalmente, al risveglio da un torpore che per lungo, troppo tempo, aveva fatto subire passivamente lo svuotamento di ruolo e funzioni – ma non delle pesanti responsabilità personali associate agli incarichi – per un malinteso senso di appartenenza ad una Amministrazione in cui altri, invece, non hanno mancato di far valere legittimamente i loro interessi di categoria.

Questo secondo aspetto, in particolare, mi sembra interessante. Quale coordinatore di un gruppo di lavoro composto da Funzionari di diversa estrazione, creato da FLP DIFESA con lo scopo di elaborare una serie di proposte specifiche per la III Area da inserire nella piattaforma contrattuale, ritengo si siano create le condizioni affinché tali proposte, alcune delle quali sono già state oggetto di confronto con l’Amministrazione, confluiscano in un “corpus” organico da presentare ai tavoli di trattativa con l’A.D.

La comparsa di un rinnovato interesse per il proprio ruolo all’interno della Difesa –coagulatosi intorno ad un comune sentire tanto faticosamente riemerso dopo decenni di silenzio – ci impone, però, di lavorare con impegno e responsabilità a questo progetto, al fine di evitare il pericolo di vanificare una delle opportunità più interessanti degli ultimi anni. Le rivendicazioni, ancorché sacrosante, debbono essere trasformate in proposte serie e rigorose. Solo in questo modo potranno essere presentate ai tavoli di trattativa con ragionevoli possibilità di essere accettate. Il reperimento delle risorse finanziarie, la compatibilità o la necessità di modifica del quadro normativo e regolamentare, l’inclusione di tutte le anime del composito panorama dell’Area III, devono essere i punti cardine su cui imperniare una piattaforma programmatica realmente spendibile negli accordi FUA ed in occasione del rinnovo contrattuale, ovvero gli strumenti concreti attraverso i quali attuare quanto rivendicato.

 Il rischio che si corre, altrimenti, è che tutto si risolva in un’occasione mancata e nella dispersione di quel patrimonio costituito dalla ritrovata comunione di interessi, specie in un momento in cui la possibilità di incidere positivamente sulle scelte del futuro assetto dell’Amministrazione è concreta ed attuale!

Dopo le incoraggianti dichiarazioni del Ministro Pinotti, il Regolamento previsto dal D. Lgs. n. 7 attuativo della L. 244/12 sarà il banco di prova su cui misurare l’effettiva applicazione della previsione di “attribuzione alla componente civile deicompiti amministrativi, tecnici e logistici”. Per far ciò sarà necessario avere idee chiare e presentare soluzioni serie e concretamente percorribili, giuridicamente attuabili e finanziariamente sostenibili, che siano condivise e godano del massimo sostegno della categoria.

Il gruppo di lavoro per l’Area III creato da FLP DIFESA ha individuato una serie di aree di intervento, per i quali ha già elaborato alcune idee, che vogliamo sottoporre ora all’attenzione dei Colleghi sollecitandone contributi, suggerimenti e proposte. Con un unico obiettivo: costruire tutti insieme una piattaforma completa, che partendo dalle specificità dei singoli ambiti di lavoro e dalle diverse esperienze maturate sul campo, possa alla fine traguardare punti di sintesi condivisi, mettendo insieme le diverse esperienze in un’Amministrazione grande e complessa come la nostra dove accanto a grandi realtà lavorative (Arsenali, Poli, Enti centrali, etc.), esistono – e in numero consistente – realtà più piccole e con problematiche di altro segno, ma non per questo meno importanti. Non vi chiediamo una firma, dunque, ma contributi e idee per una iniziativa comune.

Ecco, quindi, alcuni punti da cui desidereremmo iniziasse la nostra comune riflessione:

  • individuazione di ruoli e funzioni tecniche ed amministrative, tipiche dei Funzionari, che il Regolamento di attuazione dei decreti delegati dovrebbero assegnare ad appannaggio della componente civile. Si potrebbero citare, a titolo di esempio non esaustivo, gli incarichi di Capo Servizio amministrativo, RSPP, Ufficiale rogante, Ispettore UTOV/dei servizi di vigilanza antinfortunistica e Funzionario GQAR, Capo gestione finanziaria e Capo gestione patrimoniale, Direttore dei lavori, Consulente giuridico, Capo di unità tecniche/logistiche/amministrative complesse ecc;
  • progressioni economiche che tengano conto, in maniera oggettiva e ponderata, di elementi valutabili quali la formazione (accademica, ma anche on-job) e la propensione all’aggiornamento continuo, l’esperienza professionale specifica maturata in contesti complessi che comportino la gestione di personale dipendente e/o il possesso di elevate competenze multidisciplinari, gli incarichi ricoperti e le relative responsabilità di natura penale, tecnica, amministrativa o contabile associate, con contestuale revisione delle caratteristiche, della remunerazione e delle modalità di assegnazione delle posizioni organizzative. Quest’ultimo aspetto non potrebbe essere disgiunto, per il reperimento delle risorse adeguate, da un profondo ripensamento di taluni istituti previsti nel FUA, oggi piuttosto “opachi”;
  • nuovo modello integrato di formazione: introduzione di nuovo e più efficace modello di formazione di tipo “continuo”, sulla falsariga di quanto avviene per tutte le categorie ad alto contenuto professionale. La formazione verrebbe erogata in due fasi: la prima, obbligatoria, da effettuarsi in un arco temporale predeterminato, attraverso il conseguimento di un numero stabilito di crediti formativi; la seconda, previo concorso per l’accesso agli istituti di alta formazione, necessaria per poter ricoprire incarichi di particolare rilevanza e responsabilità;
  • progressioni di carriera attraverso la creazione di un’area “Quadri”, realizzabile attraverso lo strumento del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che consenta il superamento della Vice-Dirigenza abolita da Monti. Tale proposta, attraverso specifici percorsi contrattuali che mantengano inalterata la struttura a tre Aree (abolizione della I Area e transito a costo zero del personale A1F3 in seconda Area, omogeneizzazione della II Area sul solo profilo di Assistente), non confligge con la normativa vigente sul Pubblico Impiego e consentirebbe concretamente di superare il mancato riconoscimento di quelle funzioni di supporto alla Dirigenza spesso svolte dai Funzionari;
  • previsione di una copertura assicurativa per responsabilità civile, a carico dell’A.D., a favore dei Funzionari che svolgono funzioni ad alto rischio.

Queste proposte, integrate in un progetto più ampio di civilizzazione della Difesa che deve vedere coinvolta tutta la componente civile – pena il suo ennesimo fallimento – rappresentano non solo la via per vedere riconosciuto ruolo e specificità dei Funzionari e più in generale del personale Civile del Dicastero, ma anche e soprattutto la vera “spending review”: non tagli indiscriminati che non toccano i privilegi di casta e non incidono efficacemente sul versante dell’efficientamento dello strumento militare, ma maggior valorizzazione nei ruoli non strettamente operativi del personale civile, le cui competenze professionali presentano un costo, per unità lavorata, pari alla metà del corrispettivo militare!

Proponiamo, a tal riguardo, un’ulteriore sfida: una specifica area di confronto sul sito web www.flpdifesa.org, aperta a tutti e in cui scambiare liberamente idee ed opinioni, riversare proposte, segnalare criticità e problematiche che affliggono la categoria; insomma, un vero e proprio laboratorio in cui sviluppare, migliorandole,  le iniziative di FLP DIFESA a favore dei Colleghi di Area III. Siamo convinti, infatti, che grazie al contributo di chi vive quotidianamente la realtà della Difesa si possano sviluppare soluzioni in grado di cambiare, in positivo, il nostro futuro.

Non sarà difficile, poi, riconoscere chi realmente si farà carico di tradurre tutto ciò in una serie di proposte concrete, sfidanti ma realizzabili, con gli strumenti politico-giuridici a disposizione e avrà il coraggio di portarle al Gabinetto del Ministro, ai tavoli di contrattazione nazionale del FUA  e a quelli dei rinnovi contrattuali di comparto.

Sono molto fiducioso. Ho visto dopo molti anni la voglia di contare di nuovo e di più, di riprendersi ruoli e funzioni che sono nostri, la consapevolezza che ci sono comuni e legittimi interessi da far valere, tutti insieme.

Colleghi, mettiamoci al lavoro come sappiamo fare e diamo forza e gambe a chi avrà il coraggio e la volontà di rappresentarci davvero.

                                                                                   Federico CESARETTI (*)

 (*) Funzionario in servizio c/o UTT Terrarm di Torino

La “lettera aperta” di Federico tocca uno dei nervi scoperti della nostra categoria e affronta una questione, quella del ruolo, dei compiti e delle attribuzioni  dei funzionari di area 3^ e del rapporto con il personale militare,  che si intreccia con il grande e più generale tema, a noi molto caro,  della “civilizzazione”.  Un tema  che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni novanta e che oggi, anche per la positiva battaglia fatta  dal Sindacato nei tavoli di confronto sui decreti attuativi di luglio u.s., è stata recentemente rilanciata dalla previsione di cui dell’art. 1, comma 2.bis, let. e), del D. Lgs. n. 7/2014, che come noto prevede l’attribuzione di compiti e funzioni ai civili.

Oltre al merito, va anche molto apprezzato il metodo proposto, quello di chiamare i colleghi a costruire insieme, attraverso la discussione e il confronto partendo dalle proprie esperienze concrete, l’insieme delle proposte da portare poi all’attenzione del Vertice politico e farne oggetto di  iniziative specifiche.

Nel rendere disponibile il nostro sito a questa importante iniziativa, invitiamo i colleghi interessati a intervenire sul blog,  a esprimere la loro opinione e a fare le loro proposte, e tutto in rete.  Sarà lo stesso Federico a far da moderatore, a gestire il rapporto con i colleghi che vi interverranno, e poi, alla fine, a cucire il tutto in un documento conclusivo che naturalmente pubblicheremo sul nostro sito.

Invitiamo i colleghi interessati ad esprimere le loro opinioni sul nostro sito web www.flpdifesa.org,  nell’apposito spazio posto qui sotto.   Tutti i commenti verranno pubblicati a cadenza giornaliera.

Infine,  invitiamo tutte le nostre strutture  a dare la massima pubblicità all’iniziativa.

(Giancarlo Pittelli)

  39 comments for “Lettera aperta ai colleghi da parte di un funzionario civile della Difesa

  1. giuseppe.tomizzi@persociv.difesa.it
    22 dicembre 2015 at 9:45

    Buongiorno a tutti, in merito a quanto su esposto, ed in considerazione di quanto emerso dai prossimi sviluppi economici, come di solito, la 1^ area non viene presa i considerazione in quanto rientrante in fascia apicale “si guadagna troppo !!!”. A tutte le organizzazioni sindacali, rammentando che gli art. 13 e 14 prevedono i processi di passaggio tra le aree, ma, chissà perche’ non vengono prese iniziative attuative a difesa di questa povera 1^ area “occlusa in tre fasce e dimenticata da tutti” che nonostante tutto fa parte integrante del sistema, e non poco, esercitando anche mansioni superiori al proprio profilo.
    Con l’auspicio che qualcuno si prenda cura anche per i più deboli, porgo gli auguri di un Buon Santo Natale. Giuseppe T

  2. Claudio
    23 luglio 2015 at 10:02

    Vorrei segnalare alcune problematiche che secondo me dovrebbero essere affrontate in maniera molto decisa e senza interessi di parte da tutte le OO.SS.
    Innanzitutto dovrebbe essere riconosciuta la atipicità del nostro ministero perchè ad esempio parlare di progetti quando sappiamo che il nostro lavoro non è continuativo ma subordinato alla disponibilità di fondi sembra assai utopistico….considerato poi il momento!
    Tale atipicità trova anche riscontro nella parte stipendiale che, lo sappiamo bene, è a totale appannaggio della componente militare anche quando svolge attività identiche alla componente civile.
    Altra cosa importantissima, ma questa è da affrontare con l’appoggio della politica, è il recupero della funzione sindacale che, dopo la stupidaggine della firma della legge Brunetta, ha assunto un ruolo quasi solo formale, non potendo più incidere nelle scelte “aziendali”.
    A distanza di molti anni e vista la prossimità (speriamo) dei rinnovi contrattuali andrebbe anche sistemata la annosa questione della RIA che deve essere aggiornata per tutti i dipendenti in base alla reale anzianità eliminando finalmente una palese sperequazione.
    Ho visto che diversi colleghi hanno evidenziato, ed anch’io mi voglio aggiungere, il problema degli straordinari dei militari che intascano cifre mensili esorbitanti lavorando alcuni fino alle 21 di sera (peccato che fino alle 16,30 orario di servizio si guardino bene di espletare qualsiasi attività) quando al personale civile che effettua straordinario solo per reali esigenze venga imposto di essere “pagato ingiustamente”con il recupero perchè il Direttore non si prende la responsabilità di promettere , visto che le assegnazioni arrivano a fine anno, il pagamento in denaro.
    Concludo questo mio contributo con l’assoluto appoggio a coloro che reputano inamissibile il passaggio dei marescialli alla terza area essendo evidente che la nostra è una carriera di concetto paragonabile a quella degli ufficiali mentre i sottufficiali sono palesemente carriera esecutiva.

  3. Gianni
    20 luglio 2014 at 17:02

    Il confronto promosso dall’amico Federico su una tematica apparentemente specifica dei funzionari, sollecita una discussione più ampia e coinvolgente meritevole di attenzione e partecipazione da parte di tutto il personale civile della Difesa. Ai punti richiamati nella lettera non ho molto da aggiungere, anche perché è il risultato di un gruppo tecnico di lavoro per l’area 3^, istituito da Flp Difesa alla vigilia delle ultime elezioni RSU, e mi sia consentito aggiungere “brillantemente coordinato”. Trovo giusto si sappia anche, che la “mobilitazione delle idee” riguardo a tutti gli aspetti giuridici e contrattuali più significativi del nostro lavoro di dipendenti civili della Difesa e quindi non solo sulla tematica che oggi discutiamo, integra altri specifici gruppi tecnici di lavoro di Flp Difesa. Ciò per affermare che abbiamo lavorato sulla questione in tempi non sospetti e senza clamori, puntando unicamente sulla sostanza e per una incerta visibilità, facendo proprio lo strumenti della rappresentatività. Tornando al tema, la vera anomalia della Vice Dirigenza non è stata l’abrogazione intervenuta con legge 135/2012 (legge di conversione del D.L. n° 95 del 6.7.12) a mio giudizio fu proprio dall’art. 7 comma 3 della legge n° 145/2002 norma che la introduceva. Cronologicamente siamo ben lontani dal 3 febbraio1993 del Dlgs. 29 data della privatizzazione del Pubblico Impiego, ma purtroppo continuiamo registrare che le scorrerie legislative dei vari governi succedutosi continuano e abbondano, e si diversificano dall’ordinamento del personale ai vari istituti, come ad esempio la malattia e le visite specialistiche, tutte materie devolute per legge alla contrattazione. Permangono i motivi e le evidenti necessità di valorizzare quelle figure professionali che, dotate di una elevata qualificazione professionale all’interno della struttura organizzativa della nostra amministrazione, ricoprono funzioni di rilievo organizzativo professionale. Considero una occasione perduta il NSC (il nuovo sistema di classificazione del personale civile) sottoscritto con il CCNI il 3.11.2010 in attuazione del CCNL del 2006 – 2009, quando si è lasciato passare come unici profili l’Ausiliario per la 1^ area, l’addetto e l’assistente per l’area 2^ e il funzionario per l’area 3^, senza tener conto della crescita professionale del personale civile al contrario di quanto accade regolarmente per il solo personale militare. Le responsabilità comunque vanno divise in proporzione con le altre OO.SS. a similitudine della composizione dei tavoli “separati”, data l’ampiezza del tavolo confederale. Bisogna ritornare a ridiscutere la previsione di una apposito profilo dei “Quadri”oppure in alternativa un’ulteriore aera dedicata, quale approdo di un percorso formativo e di esperienze lavorative maturate le cd. in job (titolarità di posizioni organizzative ad esempio)e al possesso dei necessari requisiti accademici. Oggi nel buio della indifferenza “formale” dei vertici nonostante il nostro impegno tra molteplici difficoltà nel dicastero della Difesa, si è aperto uno spiraglio di luce rappresentato dalla norma regolamentare di riordino che prevede“l’ attribuzione alla componente civile dei compiti amministrativi, tecnici e logistici”. La lettura di questa norma è chiara ed inequivocabile ai militari i compiti operativi e noi quelli logistici e amministrativi. Una legittimazione a lungo attesa dal personale civile. Bisogna mettere mani alla contrattazione, occorre rivisitare del NSC riconsiderare i passaggi interni, a rigore delle professionali acquisite nelle posizioni apicali, come del resto accade nel lavoro privato. Le sperequazioni retributive tra personale civile e militare che svolgono le stesse mansioni e non solo, sono inaccettabili e ingiustificate. Concludo affermando una mia personale certezza che il CCNL è l’unico strumento idoneo per le garanzie giuridiche ed economiche del personale civile della Difesa.

    • Moderatore
      21 luglio 2014 at 6:48

      Nulla da aggiungere

  4. 17 giugno 2014 at 22:51

    Avevo chiesto di poter trasmettere al ministro PINOTTI, al Pres. del Consiglio M. RENZI la situazione rispetto ai FONDI sugli straordinari che sistematicamente vengono assegnati semestralmente al personale MILITARE che prestano servizio negli uffici come tutto il personale CIVILE,; CHE SI TRATTA DI MILIONI DI EURO SPERPERATI AI DANNI DEI CITTADINI ONESTI; Che per il personale civile detti FONDI non ci sono mai, quindi vengono trattati come dipendenti di seconda categoria. Inoltre sono ore fittizie distribuite a: Lgt.; Capitani; maggiori e colonnelli che come sappiamo vivono in alloggi dello STATO non pagano affitti adeguati ed hanno stipendi da 2.000 a 4.000 euro.
    Come se abbiano ricevuto dalla FIAT una commessa per costruire 2.000.000 di Fiat 500, – assurdo, pertanto ritengo giusto ke il Presidente RENZI e il Ministro della difesa sappiano queste cose; forse LA PINOTTI potrebbe bloccare tutto il lavoro straordinario in attesa di un controllo su tutto il territorio Nazionale. per noi civile sarebbe una magnifica rivincita– fiducioso ed in attesa Vs. parere saluto cordialmente

    • Moderatore
      19 giugno 2014 at 12:53

      La ripartizione e l’ammontare dei fondi per gli straordinari è sicuramente un tema a cui il Personale è molto sensibile e FLP-DIFESA non manca di sollecitare l’Amministrazione ad una migliore utilizzazione di dette risorse, peraltro con gli scarsi strumenti che il CCNL le mette a disposizione. Per quanto riguarda la necessità di informare il vertice politico riguardo agli sprechi perpetrati all’interno del ns Dicastero, FLP DIFESA ha inviato una corposa mail al Presidente Renzi ed al Ministro Madia relativamente a “considerazioni, proposte e suggerimenti” in ordine alla 44 idee da Loro individuate e finalizzate alla prossima riforma della P.A.

  5. Giuseppe
    3 giugno 2014 at 11:56

    CeFoDife allo stato attuale non è accreditata con gli Ordini professionali e non so se ha le competenze professionali per farlo, dato che un collega che ha provato a parlarne con il direttore della stessa si è reso conto che si brancola nel buio tenebroso ed il primo passo da fare sarebbe riformare tutto il sistema di formazione, con una formazione per ruoli ed incarichi e non per richieste da contrattare con i sindacati ed inoltrare agli Stati Maggiori, è chiaro che questo sistema non ha come obiettivo la formazione ma solo un aumento di entropia con lo scopo di far girare carte ad appannaggio di qualcuno.
    Per quanto riguarda le retribuzioni è giusto quello che scrivi sulla sovrapposizione delle apicali di un area con le iniziali dell’area successiva, ma come mai tra seconda area e terza questo avviene ed invece tra terza area e dirigenza questo non avviene? Il mansionario del funzionario è assimilabile alla dirigenza e non al personale della seconda area, quindi logica vorrebbe che i funzionari dovrebbero avere un contratto direttivo/dirigenti e non un contratto con la seconda area di cui abbiamo compiti completamente diversi e retribuzioni simili. I VV.F hanno fatto già questo passo unendo i funzionari al contratto con i dirigenti perchè non si fa anche alla Difesa? Personalmente non penso di sentirmi rappresentato da sindacati composti da personale di seconda area.

    • Moderatore
      4 giugno 2014 at 9:52

      In effetti non mi risulta, ad oggi, che CeFoDife abbia convenzioni in essere con gli Ordini Nazionali, ma è parte dal Sistema Unico di Reclutamento e Formazione della PA (DPR 70/2013), quindi non credo le sarebbe impossibile stringere accordi in tal senso (vds, in proposito, la convenzione con l’Avvocatura delle Stato). Attendo altre opinioni sulla questione. Il Personale di II e III Area appartiene al personale contrattualizzato regolato dal CCNL Comparto Ministeri, i Dirigenti sono disciplinati da altro Contratto. Approfondirò la questione VV.F, poi ne darò conto sul blog. La mancanza di “senso di appartenenza ad una categoria comune” è sempre stato il nostro tallone di Achille. Ciò che ci unisce è molto più di quello che ci divide e la mancata comprensione di questo assunto è, spesso, la causa di molti dei nostri mali. Che ne pensi della proposta Area “Quadri”. Il blog serve, soprattutto, a verificare il grado di condivisione delle proposte fatte, per poterle portare in trattativa forti del consenso registrato tra i Colleghi.

      • Giuseppe
        4 giugno 2014 at 12:12

        Io penso che Cefodife possa farlo ed una volta fatto servirebbe l’implementazione di un diverso sistema di formazione; altro problema sono anche i corsi di lingue per i funzionari, escono bandi per sedi estere ma se la possibilità di corsi è data solo ad alcuni (Enti centrali) di che vogliamo parlare? Per i militari funziona in maniera completamente differente, a noi servono dei percorsi formativi comuni prestabiliti, per Area e per impiego (non c’è nulla). Per quanto riguarda l’Area Quadri sono completamente d’accordo con te, ma oltre alle competenze definite per il Funzionario servirebbe l’applicazione del NOP, il Funzionario deve collaborare (come previsto dal NOP) direttamente con il Dirigente (civile o militare) e non come avviene da noi (solo per gli enti periferici) che negli organigrammi ci sono i colonnelli, poi gli ufficiali e poi i funzionari, negli Enti centrali o periferici il Funzionario non deve essere subordinato ad un Ufficiale che non sia un Generale o Colonnello , dal Sottotenente al Tenente Colonnello sono dei pari grado di un Funzionario non dei superiori gerarchici. Con l’Area quadri andrebbe rivisitata completamente la tabella stipendiale che è ridicola non solo per gli importi ma anche per gli incrementi da una fascia ad un’altra che non hanno rigor di logica sobria. Che ne pensi innanzitutto di avere solo Funzionari Amministrativi e Funzionari Tecnici invece della porcata che è stata fatta con una serie di Funzionari Tenici … e poi il Funzionario Specialista Tecnico che se sei civile non puoi passare da Funzionario Tecnico a Funzionario Specialista anche se in possesso dei requisiti, però se sei un militare che transita diventi tranquillamente un Funzionario Specialista Tecnico anche in assenza di abilitazione ed iscrizione all’albo professionale. Come mai per gli Amministrativi è stato facile accorpare invece per i Tecnici è stata combinata la mega frittatona?

        • Moderatore
          6 giugno 2014 at 14:14

          Il NOP è superato, il Personale Civile è inquadrato secondo il NSC Nuovo Sistema di Classificazione. I problemi di accessibilità/adeguatezza ecc. dei corsi si possono risolvere con l’adozione di un nuovo modello di formazione, così come ho indicato nella lettera. La questione della subordinazione dipende, il più delle volte, dagli organigrammi contenuti nelle TT.OO dei singoli Enti; è lì che bisogna agire. Ecco perché diventa fondamentale poter intervenire, ora, sul nuovo Regolamento di attuazione dei DD.Lgs. e sulle nuove TT.OO. degli Enti, così che vengano riconosciute al Personale Civile le posizioni di Capo Ufficio/Servizio, Capo Sezione, Capo nucleo ecc. nelle attività tecnico/amministrativo/logistiche non strettamente “operative”. La genesi delle odierne figure professionali di Area III prende avvio dal tentativo di superare i limiti che si erano appalesati con il precedente sistema delle qualifiche funzionali e non erano stati completamente superati con l’adozione del NOP; un tentativo di riforma che però non è stata attuata sin in fondo. Il rinnovo del CCNL – nella parte normativa – e del Contratto Integrativo della Difesa sono gli strumenti cui guardare concretamente per superare l’attuale fase di indeterminazione; in quest’ottica diventa ancor più importante avere le idee chiare su che cosa vogliamo ottenere per il Personale Civile della Difesa ed in particolare per l’Area III, tema specifico di questo blog.

  6. andrea
    1 giugno 2014 at 6:57

    Appartengo alla II area e trovo profondamente ingiusto che non ci siano concorsi interni per passare alla III area. Lavoro come voi tutti con i militari e loro giustamente fanno continuamente concorsi interni e i più volenterosi vedono migliorare la loro posizione lavorativa. Trovo che i passaggi di fascia non siano sufficienti a stimolare l’iniziativa individuale a migliorare la propria professionalità. Daltronde in III area ci sono posti mentre in seconda area ci sono gli esuberi, che aspettiamo che li riempano i militari? I sindacati e noi tutti hanno accettato iniziative legislative penalizzanti che ci porteranno a diminuire ben presto di numero, che cosa abbiamo avuto in cambio? Io direi che è giunto il momento di cambiare. Andrea

    • Moderatore
      4 giugno 2014 at 9:55

      Il blocco dei passaggi fra le Aree è il risultato di una sentenza della Corte Costituzionale del 2000. La potestà legislativa è del Parlamento e non dei Sindacati; questi possono contrastare i provvedimenti ritenuti lesivi dei diritti dei Lavoratori sulla base della loro rappresentatività. Se ritieni sia giunta l’ora di cambiare, regolati di conseguenza.

      • andrea
        9 giugno 2014 at 15:50

        mi potresti specificare qual’è la sentenza della Corte Costituzionale a cui ti riferisci? E perché per i militari non è valida? (fanno continuamente concorsi interni per passare da truppa a sottufficiali, da truppa a ufficiali, da sottufficiali a ufficiali ecc.). In realtà il sindacato si relaziona con il governo nelle fasi di contrattazione e questo a sua volta può stimolare una attività legislativa. Credo che la progressione della carriera sia un diritto del lavoratore e quindi la sua mancanza sia lesiva dei diritti del lavoratore. Non capisco cosa io possa fare individualmente.

        • Moderatore
          10 giugno 2014 at 11:32

          La lettera aperta e la creazione di un blog sulla specifica questione dell’Area III vorrebbero coagulare l’attenzione dei Colleghi su una proposta di piattaforma rivendicativa delle specificità di Area, inserita nel più ampio progetto di civilizzazione della Difesa, progetto che ovviamente coinvolge tutte le componenti del Personale Civile. Le iniziative volte a raccogliere i contributi dei Colleghi non si esauriranno certamente con questa, la quale rimane, però, circoscritta ad un tema ben determinato, pena il rischio di non arrivare ad alcuna sintesi. Pertanto, pur rimanendo aperto a tutti i contributi, il blog – per finalità e modalità di fruizione – non può e non deve diventare una sorta di compendio sul Pubblico Impiego.

  7. Uccio
    31 maggio 2014 at 9:56

    Il ns. è un Ministero atipico, nel quale confliggono “status giuridici” completamente diversi tra loro. Si potrebbe “normalizzare” questo aspetto, attribuendo anche al personale civile il contratto di DIritto Pubblico, fermo restando la rimodulazione dei requisiti per l’accesso ad incarichi di responsabilità e prestando molta attenzione, a non gerarchizzare ulteriormente una struttura che per definizione è già gerarchizzata.
    Un’aspetto che sarebbe utile tenere in considerazione è l’interscambiabilità degli incarichi tra Funzionari Civili della stessa qualifica. Avrebbe il vantaggio di formare risorse multidisciplinari e professionalmente più complete.
    La ormai famosa tabella di equiparazione non avrebbe più motivo di esistere se vi fosse un elenco di incarichi da attribuire unicamente al Personale Civile, in possesso di determinati requisiti, dunque vincolante per il Responsabile della Struttura. Il tentativo portato avanti da diversi anni di equiparare, di fatto, due status giuridici diversi, non potrà non condurre ad un ibrido che non risolverà i malcontenti esistenti. Se così fosse, che senso avrebbe rapportare gli incarichi al Personale Militare con una tabella di equiparazione ? Sarebbe come tentare di equiparare i magistrati con i lavoratori delle qualifiche funzionali di quel Ministero. C’è un’enormità di differenze giuridiche.
    Per la natura stessa del ns. Ministero, le due componenti sono destinate a convivere e per farlo, bisogna partire da una base comune che passa necessariamente attraverso l’equiparazione dello status giuridico che non attribuisce, necessariamente, la stessa equiparazione economica, ma che avrebbe il vantaggio di rendere credibile una condivisione e una convivenza comuni.

    • Moderatore
      4 giugno 2014 at 9:19

      La ns Amministrazione è sicuramente complessa, ma di convivenze tra “status” giuridici diversi nella PA non c’è che l’imbarazzo della scelta: Interni, Grazia e Giustizia, Esteri, Finanze ecc. La previsione di rotazione degli incarichi esiste già, ma spesso mancano i Funzionari…da ruotare. La ns proposta va proprio nella direzione che hai indicato ovvero nella puntuale individuazione di incarichi da attribuire ad appannaggio del Personale Civile (rileggi la Lettera Aperta). La questione dell’attribuzione dello status giuridico comune appare complessa e non di immediata soluzione, atteso che le cose stavano così già prima del D.Lgs. 165/2001 e addirittura della “Bassanini” (D.Lgs 29/93) Iniziamo da quanto proposto, sarebbe già un bel passo avanti, non credi?

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