SCARSE LE VALUTAZIONI DI MERITO DEI CAPI DI SM DI FORZA ARMATA SUL DISEGNO DI LEGGE DELEGA DI RIFORMA DELLA DIFESA

Notiziario n. 74 del 28 maggio 2012 –

Gen. Claudio Graziano, Capo di SME

Abbastanza deludenti nel loro complesso, a nostro giudizio, le audizioni dei Capi di Stato Maggiore di Forza Armata che si sono tenute nella scorsa settimana in Commissione Difesa del Senato.

Come si ricorderà, nel contesto dell’esame del Disegno di legge delega (DDLD) presentato dal Ministro Di Paola al Senato in data 23 aprile u.s. (Atto Senato n. 3271) e relativo alla riforma in  chiave riduttiva dello strumento militare nazionale, la Commissione Difesa ha disposto una serie di audizioni,  tra le quali anche quella delle OO.SS. che si è tenuta in data 16 u.s. (vds. Notiziario n. 68).  Nella scorsa settimana è stata quindi la volta dei Capi di SM dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica che sono stati auditi rispettivamente il 22, 23 e 24 maggio e i cui interventi saranno pubblicati sul nostro sito web.

            Questi i passaggi più interessanti fatti dai Capi di SS.MM e   riportati nei resoconti parlamentari.

            Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, ha focalizzato il suo intervento sulla revisione della Forza Armata, che “orienterà il 70% della forza alla componente operativa, e il 30% a quella del sostegno generale”,;  ha  affermato che sarà razionalizzata la catena di comando “attraverso l’eliminazione di comandi intermedi”  e, per quanto riguarda gli aspetti infrastrutturali, ha detto che  “la soluzione ideale sarebbe quella di concentrare la Forza Armata in 15 o 20 macrobasi”. Davvero straordinario, poi, l’unico passaggio che riguarda al componente civile che, a suo avviso, “potrebbe, in futuro, essere integrata, in larga misura, dal personale militare”.  Alla faccia della civilizzazione!!

            Il Capo di Stato Maggiore della Marina amm. Luigi Binelli Mantelli ha descritto la situazione di una forza armata a due facce, in cui  “aree di straordinaria eccellenza convivono con realtà ancora utili ed efficienti” che hanno però costi sempre più insostenibili, ed ha auspicato il varo di “nuove procedure che agevolino ed accelerino l’attuazione degli accordi locali e delle dismissioni infrastrutturali”.  L’amm. Binelli Mantelli è stato l’unico a soffermarsi sul ruolo del personale civile che riveste un ruolo centrale sia perché in grado di assicurare l’indispensabile continuità di impiego rispetto ai militari soggetti a maggiore mobilità, sia perché tenutario di professionalità preziose e insostituibili in molteplici settori quali le lavorazioni arsenalizie, i collaudi, l’idrografia, i servizi portuali, la sperimentazione tecnica e l’attività amministrativa”, ed ha poi sostenuto come le due componenti civile e militare, “differenziate nello status”, siano da ritenersi facenti parte “di un unico comparto, essendo complementari e indispensabili”.

            Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, gen. Giuseppe Bernardis, ha detto che il percorso di riduzione individuato passa “attraverso una serie di provvedimenti di soppressione, riorganizzazione accorpamenti e razionalizzazione che coinvolgono 92 Enti ed articolazioni”, con riduzione del 30% di presenza territoriale, e “processi di trasformazione che, nel triennio 2012-2015, interesseranno 31 Enti nelle more dell’emanazione della legge delega”. In merito al personale civile, solo un velocissimo richiamo alla “assoluta utilità dei compiti” che svolgono i lavoratori impiegati. Un po’ poco, ci pare!

            Nel complesso,  la lettura dei tre interventi mette in luce, al di là della formalmente dichiarata condivisione del progetto di riforma del Ministro di Paola, una significativa mancanza di valutazioni sui diversi contenuti del provvedimento, che ha addirittura  spinto il sen. Scanu ad osservare, in merito all’intervento del Capo di SME,  come esso apparisse “non attinente ai contenuti del disegno di legge n. 3721, non fornendo su di esso alcuna valutazione”.   Sul fronte del personale civile, invece, la cosa che emerge maggiormente negli interventi dei Capi di SME e SMA è l’assenza di fatto di qualsiasi riferimento al ruolo del personale civile. E il Ministro sostiene che noi non saremmo più “figli di un Dio Minore” !

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Intervento del Capo di SME

Allegato 2: intervento del Capo di SMM

Allegato 3: Intervento del capo di SMA

Allegato 4: Resoconto audizione Capo di SME

Allegato 5: Resoconto audizione Capo di SMM

Allegato 6: Resoconto audizione Capo di SMA

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